giovedì 11 ottobre 2007

tartufo, in bianco


villa la vedetta, firenze, viale michelangiolo. ristorante onice. c'era la presentazione della 37esima settimana del tartufo bianco di san miniato. ma c'era attesa soprattutto per lo chef massimiliano blasone dopo la partenza di andrea accordi che in tre anni aveva collezionato una stella e la promessa della seconda. lui adesso è al four season di praga. la cena è stata difficile. piatti freddi, servizio lento, e tartufo non pervenuto. non lo dico io che era poco. lo dicevano i piatti. lo testimoniano i numeri: 400 grammi per 80 persone. ce ne vorrebbero 5 gr a piatto... minimo. qualcosa deve essere andato storto anche perch' c'era il sindaco della città sulla via francigena ma non c'era il presidente dell'associazione tartufai, salvatore cucchiara, che pure è un ex vigile quindi con l'amministrazione dovrebbe essere in contatto. responsabilità divise dunque tra comune e ristorante. perch' se il comune non ha fatto la sua parte, blasone ha fatto come la grazia di sant'antonio. le potenzialità le ha. proprie, non solo per aver lavorato da beck o con accordi. un piatto come questo: fagottini ripieni di piedini di pollo, consommé al pomodoro, stracciatella al tartufo bianco e cuore di carciofo fritto su fonduta di pecorino, sembra quasi un menu intero. era "solo" uno dei due primi. e pensare che i fagottini erano ottimi. insomma, il ragazzo è bravo ma ha voluto strafare. ci tornerò.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Magari se i primi, oltre ad essere complicati, fossero stati anche caldi si sarebbe raggunto un bel risultato..o no?

aldo fiordelli ha detto...

sarebbe stato meglio. in teoria il calore aiuta il tartufo a sprigionare il profumo.

Anonimo ha detto...

Altro non posso che condividere quanto leggo. Non è mio stile apportare giustificazioni di alcun tipo ma sono molto confidente sul fatto che un pubblico attento come quello presente all'evento sappia comprendere le circostanze... Comunque l'errore più grande che abbiamo fatto, e Aldo me lo ha messo subito in evidenza, è che avevamo nella stessa serata due protagonisti.. lo Chef ed il Tartufo... ed è qui che abbiamo sostanzialmente sbagliato( anche se comprensibilmente stante il fatto che per Massimiliano l'evento era importante essendosi solo ora affacciato alla ribalta )Non ci siamo resi conto subito della circostanza che occorreva e se fossimo stati più attenti avremmo gestito diversamente la situazione e dato più risalto, anche con il poco che avevamo intervendo anche all'ultimo momento, al soggetto principale della serata.
Altro errore, ma per quanto segue continueremo forse a sbagliare perchè le sfide ci piacciono e ci danno forte motivazione, è quello di usare Onice, che eccelle per la ristorazione individuale, per gli eventi che in generale che hanno successo quando stiamo molto attenti ad orientare le proposte in maniera adeguata alla nostra condizione strutturale e strumentale.Figuriamoci poi quando mettiamo insieme una platea come quella della serata, consentitemi di dire... pericolosissima tant'è vero che i ristoratori più navigati... quando possono evitano certe situazioni se ravvedano un minimo di rischio.
Ma che dire...forse noi non impariamo mai o forse ci piace metterci in gioco perchè professionisti come riteniamo di essere sappiamo che a volte si vince ma altre si perde. Infatti stiamo già organizzando con Guido un altro evento a dicembre a cui immagino sarete tutti invitati... Intanto anticipo che Massimiliano Blasone porterà Onice alla ribalta in pochissimo tempo.... provatemi il contrario.
A presto.
Ivano Bencini

aldo fiordelli ha detto...

l'ultimo commento meriterebbe parecchia attenzione. è del direttore della concerto hotel, proprietaria tra gli altri del due stelle rosse michelin onice di villa la vedetta a firenze. il direttore, ivano bencini, si è sentito di fare autocritica, si è mostrato prudente lui meme sulla banchettistica e ne ha approfittato per rilanciare la sfida del suo nuovo pupillo. chapeau. e grazie. in questi giorni nelle sale c'è ratatouille, il film che racconta quanto "ingenui e ottusi" possano essere altrove gli chef. prendano spunto da questo direttore perché solo con un simile spirito la ristorazione italiana può crescere.