martedì 29 gennaio 2008

identità di cuochi

Intermezzo identità golose a milano. Ieri al congresso organizzato da paolo marchi a palazzo mezzanotte gli alajmo hanno fatto un appello alle istituzioni. Anziché cucinare, un comizio con tanto di inno di mameli, spot video e volantinaggio per dire che noi italiani siamo divisi e che le istituzioni non ci aiutano (riferimento esplicito alla recente (aprile 2007) apertura del calandrino a tokyo) e che francesi e spagnoli così ci mangiano la pappa in capo. Non lo sapeva nessuno. Qualcuno dica agli alajmo che questa è la storia d’italia dai savoia a oggi. In tutti i settori. Qualcuno dica loro che alla camera di commercio italiana di tokyo quando uno va a chiedere come si fa ad aprire un’attività ci trova due loro colleghi. Il corrispondente dell’ansa a tokyo, il grandini jr., tanto criticato ieri (assente e senza diritto di replica), se gli ha risposto che l’apertura di un ristorante a tokyo non fa notizia tout court (ce ne sono 400mila!) ha fatto il giornalista. Comunque che gli italiani potrebbero fare di più gli uniti e i politici... lavorare, fa bene sentirselo ricordare. Dispiace che alajmo non abbia cucinato (se non dolci e praline con un video registrato). Ma identità golose è uno spazio di confronto aperto e ognuno partecipa come crede... O come cuoco. Chi ha insegnato, come Marchesi. Chi ha fatto arrivare il profumo delle padelle in sala come Bartolini delle Robinie. Chi ha emozionato con le sue ricette come Colagreco. Chi ha giocato con il pubblico come Cracco e Baronetto con le lenti a contatto al caffè. Chi si è rimesso ai fornelli con un grembiule sopra i vestiti alla longino e cardenal nel dopo congresso (Alfonso Caputo, Francesco Bracali) per spadellare cappesante e saltare spaghetti alle acciuge, con champagne come se piovesse. Chi si è ubriacato, come un uomo. E chi come Scabin oggi, dopo aver ucciso nel 2007 l'ostrica virtuale, dovrebbe annunciare il proposito di non salire più su un palcoscenico.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

ma da quelle parti del tonno al mercurio se ne parla o gle ne po frega de meno!!!!

Anonimo ha detto...

....anche se poi del tonno al mercurio se ne è sempre parlato!!! c'è da chiedersi se la scelta dell'anno e del mese per far scoppiare il caso è a caso o c'è il motivo politico!!!! questa volta ha colpito il 2007-2008
marco
www.chefmarco.splinder.com

consumazioneobbligatoria ha detto...

marco, come ho scritto a massimo bernardi su kelablu, nyt e l'herald stanno sparando sul sushi e sulle importazioni del pesce dalla ue da qualche settimana a questa parte. non metto in dubbio la buonafede della stampa ma mi sembra che l'industria del fast food stia pressando contro i sushi bar fat free dei quali cominciano a sentire la concorrenza.

salsadisapa ha detto...

che il tonno accumulasse mercurio infatti non è cosa nuova... queste strategie di "terrorismo del mercato" (come mucca pazza, pollo matto o maiale schizofrenico di qualche anno fa) mi infastidiscono moltissimo.
detto questo, credo che ognuno debba fare il proprio lavoro: da un cuoco m'aspetto che cucini.
:)

OKA SELVAGGIA ha detto...

Federico Fellini diceva ke ogni tanto bisognerebbe tacere tutti insieme per capire qualcosa!Penso ke i cuochi dovrebbero fare il proprio mestiere nella buona e cattiva sorte,i calandrini cosa volevano ke mentre cadeva il governo si festeggiasse con il loro cappuccino al nero di seppia e e Tokio ci fosse Bruce Lee all'inaugurazione del locale?
Ne hanno avuto fin troppo aiuto dalle istituzioni,vedi la loro generosa confcommercio!!!!

consumazioneobbligatoria ha detto...

oka, vedo che sei ben informato/a ;) benvenuto nel blog, af