mercoledì 30 gennaio 2008

tokyo(3), yakitori


se dovessi pensare a cos'è che mi è piaciuto di più del viaggio a tokyo, direi l'amicizia e la solidarietà fra le persone. non per anziana e malata... costituzione, ma perché sì. esempio. stazione della metropolitana di shibuya. più che una fermata, una partenza alla ricerca dell'uscita a1, b4, c9, per andare al ristorante di yakitori, gli spiedini di frattaglie di pollo alla griglia con la soia. vinta la battaglia navale, ci si trova circondati di grattaceli e mega store con gingle sconosciuti, luci lampeggianti e una miriade di japu che sfrecciano in tutte le direzioni. l'indicazione dell'amico marco era perfetta: "a shibuya, difronte alla stazione, c'è una passerella pedonale che s'infila in un grattacielo, non puoi sbagliare. lì c'è il tokyo building e alla sua destra una stradina. segui quella. se non trovi il ristorante di yakitori, all'inizio vedrai un locale italiano, chiedi di baba e dì che ti mando io. ha lavorato a siena e in sardegna, parla italiano meglio di noi, ti aiuterà". infatti a un certo punto m'imbatto nella bandiera dei quattro mori... a tokyo! e nel tharros, un ristorantino sardo dietro shibuya. chiedo di baba san e sbuca dalla cucina un giapponese smilzo in maglietta e grembiule da cuoco che mi prende e nonostante il paio di gradi di temperatura fuori, esce così com'è, mi accompagna e mi aiuta a ordinare gli yakitori. ero al toritake. andateci accompagnati perché sono un po' stronzi con i gaijin, per loro tutti i non japu sono americani. ma del pollo non buttano niente. ottimi gli spiedini con ali, cuori e fegati, ma super quelli con la pelle, le zampette e con le cartilagini grigliate e croccanti. e se vi viene in mente un piatto di spaghetti alle vongole, un espresso o un mirto, tornate al tharros...

4 commenti:

stefano ha detto...

Fantastico, deve essere stata un esperenzia come poche (una curiosità ma eri solo?)

Ah, per quello che conta hai visto un premio sul mio blog :)

consumazioneobbligatoria ha detto...

solo??? ma lo sai quanti abitanti fa tokyo?? ;)) per il premio ora vengo a vedere e come mi ha detto una volta enzo vizzari: "grazie, ma ormai ci sono più premi che premiandi". af

maricler ha detto...

Che bel viaggio... Una delle cose che più mi spaventano in Giappone è il gap linguistico: come fai a trovare una strada? Come hai fatto a non perderti? Come è la segnaletica nelle strade e nelle metro?

consumazioneobbligatoria ha detto...

@maricler le strade in giappone non hanno nome! salvo le grandi direttrici. la gente si da appuntamento davanti ai grattacieli di questa e quella società. la metro è semplice, il problema è beccare l'uscita giusta una volta arrivati alla fermata scelta. però se chiedi in buon inglese i giovani ti rispondono e in qualche caso ti accompagnano pure! come ho fatto a non perdermi, dici? mi son perso eccome... :)