mercoledì 13 febbraio 2008
l’involtino di traverso
i ristoratori asiatici in israele hanno indetto ieri un sorta di «sciopero dell’involtino primavera» per protestare contro la decisione del governo di ridurre i ristoranti stranieri sul territorio e affermando per voce del capo dell’organizzazione israeliana dei ristoranti etnici, arnon volosky, che «se oggi sono stati eliminati dai menu gli involtini, tra due settimane mancheranno sushi e spaghetti». l’obiettivo del governo è promuovere la cucina e i posti di lavoro israeliani. l’obiettivo della manifestazione sensibilizzare anche mangiasushi e mangiaspaghetti globetrotter. che ne pensate?
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

2 commenti:
uhm.... tema complesso... per fortuna ho poche idee ma fisse :-) una di queste è che, secondo me, la miglior cucina giapponese si trova in giappone, così come la miglior cucina italiana si trova in italia, ecc. (clap clap clap) voglio dire che, sia le materie prime autoctone che le tecniche autoctone, secondo me, esprimono il meglio di sé quando sviluppate in situ. un'altra idea fissa è che la cucina sia un'arte infinita come tutte le arti: mai si arriverà ad un punto di esaurimento delle idee o delle combinazioni di sapori, bensì, secondo me, queste seguiranno la sensibilità e l'evoluzione del senso del gusto della gente, mutando continuamente. infine, credo che la conservazione della cucina tradizionale di ogni paese andrà sempre di pari passo con la sperimentazione, incrociando a volte i reciproci percorsi. ma da qui ad imporre una limitazione di numero ai ristoranti stranieri in patria, ce ne passa.
salsa grazie del tuo intervento che condivido in toto. nessuno infatti credo possa dire che la cucina a chilometri zero sia meglio di quella "importata" tout court. è più facile forse che sia migliore a livelli medi. è probabile che sia più economica e di questi tempi può essere un vantaggio. è forse ancora più interessante per un viaggiatore. ma imporla è pur sempre un limite. af
Posta un commento