Cucino, ma non sono un cuoco. Né mi sento in dovere di esserlo nonostante mi occupi di critica gastronomica come un critico musicale non deve necessariamente saper suonare. Inoltre ammiro e rispetto troppo il lavoro degli chef per scavalcare il passi. Mi è piaciuto però l'invito dello chef GianMaria Le Mura (quello di La7) e non volevo rinunciare all'idea di proporre una mia versione della ratatouille, ispirandomi al cartone omonimo.
Ora siccome il tempo mi perseguita farò come Henry Miller in Primavera Nera (imperdibile lettura della Trilogia dei Tropici) quando di fronte all'impotenza di disegnare raccontò cosa avrebbe dipinto... in lettere.
La ricetta è il Dripping di Ratatouille. Visto che parliamo di ricette "emotive", dripping come omaggio al maestro indiscusso della cucina italiana: Gualtiero Marchesi. Sfruttando la cromaticità di melanzane (la buccia), pomodoro, zucchine si può ricomporre il dripping con altrettanti coulis freddi. E per non perdere consistenza e grassezza del piatto sopra o a parte si può servire una brunoise delle stesse verdure fritte e bollenti.
Caldo-freddo, croccante-morbido, dolce-salato... se qualche chef o blogger tipo salsadisapa, un tocco di zenzero, dolcienonsolo, maurice, prova questa mia, mi tenga informato.
4 commenti:
Che idea, Aldo! Però devi provare... Carla
Aldo, se ho tempo ci provo sicuramente...cmq grazie!!!
Grazie della Citazione.
Ringrazio con interesse emotivo.
'nnaggiatte... dai, ci proverò, però mica è giusto così! provaci anche tu :-P
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