mercoledì 4 giugno 2008

granaglie

Oggi alla Fao la commissaria Marianne Fischer Boel ha finalmente detto che "Meno dell’1% della produzione europea di cereali viene destinata alla realizzazione di biocarburanti". L'aumento del prezzo di pane e pasta anche in Italia, infatti, il razionamento di riso nei supermarket di Londra e compagnia bella, non dipendono dall'utilizzo dei cereali per produrre bioetanolo e quindi dalla scarsità dei medesimi sulla tavola.

Qualche tempo fa, l'ex amministratore delegato di un'azienda leader nella vendita di farinacei alla grande distribuzione italiana, mi ha spiegato che le oscillazioni del prezzo del grano dipendono dalle quotazioni alla borsa di Chicago. Punto. E le quotazioni di Chicago vanno soprattutto dietro al meteo. I prezzi attuali dipendono quindi dalla siccità pregressa dell'Australia da una parte e dalla maggiore domanda dei paesi poveri come Cina e India (un po' meno poveri) dall'altra.

Ma come mi faceva notare un'amica, avete visto nelle campagne italiane quanto grano è stato piantato quest'anno? (Nella foto un campo - credo - di orzo più che di grano)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

non disperiamo Temperature impazzite: a causa di “la Nina” avremo un’estate tiepida
I teorici del riscaldamento climatico sono rimasti spiazzati dalle ultime previsioni dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) che ha preannunciato un 2008 con temperature sotto alle medie stagionali: avremo una primavera fraschetta e un’estate tiepida.
quindi sali grano sali...no de prezzo spero
marco
www.chefmarco.splinder.com

salsadisapa ha detto...

vero... pare di vivere in un grosso campo da golf, che ora sta ingiallendo pian piano. non conoscevo questo dato: solo l'1% per biocarburanti. comunque è molto grave questo aumento del prezzo del grano: noi ce la caveremo, ma c'è gente che non si sfamerà. cosa pensa di fare la FAO per rimediare?