martedì 23 settembre 2008

cucina di idee Vs. cucina di tecnica

Ho trascorso il fine settimana all'ombra del Mondaino, dove una punta di Romagna s'affaccia sulle colline marchigiane, all'Urbino spa resort. Un albergo diffuso immerso in 360 ettari di coltivazione biologica, con l'orto di erbe aromatiche; le camere tutte diverse coi nomi di piante, fiori e tartufi; un'accoglienza così familiare che dopo due giorni mi ricordo i nomi di tutti (Giorgia, Antonella, Lucia, Gianni, Gloria...).

Temevo la cena nutrizionista della prima sera, ma un ottimo Franciacorta mi aveva disteso. Salmone crudo, supreme di pompelmo rosa e sedano con riso venere (che la dottoressa mi dice essere anche afrodisiaco), crema di verdure e seppie, scampo al vapore, e una sorta di parfait con ricotta e yogurt per dolce. Cibo leggero, sano, pulito, semplice ma guidato un'idea forte.


Il sabato ero al San Giacomo (13/20 Espresso e Jre) di Urbino, il ristorante di Massimo Emiliozzi. Padrone della tecnica (gelati, spume, mantecature), ottimo nel risotto con le animelle, lo chef (che assomiglia vagamente a Charles Denner) manca di un filo conduttore forte per la sua cucina quando, ad esempio, apre un pasto col gelato allo Stilton. Al ristorante, non si va per mangiare. Contano il dialogo e la compagnia.

1 commento:

Roberta De Sanctis ha detto...

Sono la nutrizionista (dott.ssa Roberta De Sanctis). Sono molto contenta che il menu ma soprattutto l'idea di una cucina salutare, semplice e veloce sia piaciuta. Certo che non immaginavo di presentare questo mio menu ad un critico gastronomico, forse se l'avessi saputo non avrei avuto il coraggio.....