La polemica sulla cena (e non solo) per l'Anteprima del Sagrantino di Montefalco 2005 di cui abbiamo dato conto s'infiamma. Pubblico di seguito la lettera ricevuta stamattina da Marco Caprai e indirizzata all'ingegner Cesarini, produttore dell'omonimo vino.
Gentile Ingegner Cesarini,
la ringrazio per aver manifestato apertamente del disappunto sulla gestione del "Sistema Montefalco" in occasione della settimana enologica ed aver dato così voce anche a parte del mio rammarico per la ridicola ed incresciosa situazione che mi ha obbligato a fare ben 8 anni fa, ciò che mi auguro lei trovi la forza e la convinzione di fare da qui a breve lasciando il ruolo di dirigente e di consigliere d'amministrazione del consorzio di tutela.
Credo siano chiare a tutti le mie motivazioni e credo che altrettanto palesi siano le mie prese di posizione verso un sistema di gestione inadeguato che da troppo tempo ha dimenticato che l'impresa è il punto centrale di ogni azione economica di sviluppo e che in particolare per l'impresa agricola "il raccolto avviene dopo la semina". Tuttavia mi lasci dire una cosa; se non sono bastati lo sperpero di soldi pubblici da me puntualmente denunciato nel corso di questi ultimi anni, i silenzi bianchi che seguono alle comunicazioni formali anche quando notificano situazioni di assoluta gravità e priorità, se non scalfisce il fatto che le spese siano state accelerate in maniera dissennata (Circa 600.000eu di denari pubblici da Marzo ad oggi e i 900.000eu che vi apprestate a chiedere con la riapertura del bando PSR) e se non è stato sufficiente né guardare ai dati diffusi in merito alle giacenze né per concludere, l'organizzazione e la rendicontazione del Vinitaly 08, come possano cambiare le cose a seguito di una segnalazione (seppur di assoluto peso) quale la sua? Più di ogni altro mi auguro che le sue dimissioni, che spero si formalizzino a breve, siano uno spunto ad altri affinché si possa ricostruire una realtà consortile rinnovata che dissente dall'omertà che ad oggi vige su tutto un sistema che definirei ad impostazione familista.
Mi auguro insomma che insieme con questa mia breve comunicazione le siano giunte altre testimonianze di solidarietà tra tutti gli illustri destinatari della sua lettera aperta così forse da poter iniziare insieme a concretizzare l'innegabile disappunto. Se così fosse, possiamo cambiare le cose congedando cordialmente chi credeva di allestire il pranzo di babette e si è invece ritrovato alla cena delle beffe. Con stima, Marco Caprai .
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