Un cameriere del Butterfly è morto ieri sera in un incidente stradale a Marlia, vicino Lucca, poco distante dal ristorante (stella Michelin dall'anno scorso) dove aveva appena smontato dal turno. Aveva 18 anni, si chiamava Stefano Antonetti.
Era una delle tante persone che lavorano all'ombra dell'alta ristorazione. Le tovaglie stirate a tavola, i bicchieri asciugati a mano, il piatto giusto sotto le cloche. Un lavoro prezioso, che tanto più è prezioso, tanto meno si percepisce. Non per questo meno importante.
4 commenti:
Quando l'ho intervistato, Vissani mi ha detto lo stesso: una volta esisteva addirittura lo chef plonger, il capo dei lavapiatti. Inutile fare un gran piatto, se poi il desco è sporco.
Purtroppo ragazzi preparati ed amanti del proprio ruolo ce ne sono troppo pochi, e non sono valorizzati.
Da molti considerato un'umiliazione,da altri un periodo transitorio,oggi trovare chi fà il cameriere è difficilissimo.
Trovare chi lo fà bene ancora peggio.
Vorrei aggiungere che è un arte anche saper fare il cliente,e anche di questi se ne trovano sempre meno.
Come per chi serve così per il commensale valgono alcune sane regole come l'educazione,il rispetto e l'umiltà!
Un affettuoso abbraccio a questo ragazzo.
maurice, l'ultima volta che ho conosciuto una bravissima cameriera, preparata, educata, appassionata, poi ho scoperto:
a)che era una sommelier;
b) che si stava laureando in medicina;
c) che avevo un'infatuazione.
Oggi è un chirurgo specializzando...
lorenzo, chissà quante ne avresti da raccontare sui tuoi clienti eh?
af
Aldo l'ultima l'altro giorno:
"Scusi,ma cosa sono le ostriche e come le servite?"
"Crude,Signora!"
"Ma come si mangiano?"
"Signora,con la bocca lasciando il guscio!"
"Mah......me ne porti una!"
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