giovedì 21 maggio 2009

Biodiversità in Italia: 138 specie a rischio

Domani sarà la giornata mondiale dell'estinzione. Ogni giorno, ormai, c'è una giornata mondiale di qualcosa. Lo ha spiegato con la solita arguzia Francesco Merlo con un editoriale su Repubblica del 28 aprile scorso: "E non ci sarebbe altro da aggiungere a questo sciocchezzaio se tra gli organizzatori, tra i creativi, tra i funzionari di questa mondialità non ci fossero soprattutto le prestigiose sigle delle Nazioni Unite e delle sue Agenzie più importanti, come l'Unesco e l'Oms. E con loro anche le famose Organizzazioni non governative, i sindacati...: davvero una miriade di associazioni ad alto contenuto morale derubricabile ormai in citrullo sussiego".

Ma la biodiversità è fondamentale per l'Italia e per la sua cucina. La considerazione è venuta fuori più volte anche in questo periodo di "fornelli polemici", lo ha detto pure un francese (chef Troisgros) al Corriere. Se punta sulla varietà dei suoi prodotti locali, la cucina italiana vince.

Ora alla fine dell’ottocento la varietà di frutta arrivava a 8000 diversi tipi oggi a poco meno di 2000, sono a rischio arance, limoni, mele, pere, ciliegie, mandorle, varietà di angurie e melone che già quasi non ci sono più, la tartaruga comune (la caretta caretta), la foca monaca, il muflone, lo storione, la cernia denuncia Legambiente.

Ma nei ristoranti si continuano a trovare tonno, rucola, prezzemolo, tagliata...

3 commenti:

Gianpaolo Paglia ha detto...

Bisognerebbe sostenere la ricerca scientifica. In Italia ci sono enti di primo piano che lavorano per il mantenimento della biodiversita'. Il mio ex team di lavoro all'Universita' di Udine, ha creato l'Istituto di Genomica Applicata, che si occupa, tra le altre cose, del progetto VIGNA, progetto italo-francese sul genoma della vite piu' ambizioso ed importante mai messo in opera:
Link: http://www.appliedgenomics.org/

Anonimo ha detto...

mhhh non ci sono piu neanche le femmine di una volta...quelle che facevano la psta in casa su tavoli di legno, quelle che stiravano e cucivano quelle che facevano i buoni minestromi con l'erbette di campagna quelle che erano generose con i maschi....
www.chefmarco.splinder.com

...aldo vedo che ti sei buttato su campi ecologisti e affini...in toscana si respira ecologia?
con stima pacatamente saluto

ildottore ha detto...

Gentile chefmarco, se non lo conosce già, potrebbe apprezzare questo racconto:
http://www.geocities.com/marcobo2000/cosmologia/Tuttoinunpunto.html
perdoni il link un pò "scolastico" ma è il primo che ho trovato
:)