martedì 26 maggio 2009

Maremma Che Ricette

Non è alla Maremma propriamente detta che sto pensando, ma a quella dantesca da Cecina (Li) a Corneto (Vt) che il poeta della Commedia pure paragonò all'Inferno per l'asprezza. Una terra non più così incontaminata come si ripete pigramente, ma come mi ha scritto un produttore di vino: "Un orto in fase di zappatura". Cosa seminare dunque?

Nell'ultimo anno ho girato parecchio tra rucole, tartare, tagliate, baccalà, piccioni, foie gras, crème brulée, qualche acquacotta e tanto cinghiale congelato di chissà dove. Deluse le aspettative di una cucina di territorio non solo e non tanto per le materie prime, quanto per le ricette sia pure riadattate, alleggerite, o rivisitate come si abusa dire. Qualche esempio?

I Carducci rifatti, cioè i bottoni del carciofo rimasti interrati, dal nome dell'altro poeta che era un gran bevitore di pònci. La scottiglia, un ragù di carni bianche sempre più evanescente e sempre meno ricco di bestiole a parte sull'Amiata. La frittata coi vitalbini, le punte delle vitalbe che germogliano proprio di maggio.

E se è vero che a Sorana ho trovato il buglione (da bouillon) di agnello, cotto con molto sugo, anche alla cooperativa dei pescatori di Orbetello a parte anguilla e bottarga mi sono ritrovato il branzino. Cercavo piuttosto il caldaro dell'Argentario, il cacciucco, il brodetto, la bouillabasse o la zarzuela dei grossetani, con polpi, seppie, murene, scorfani, spezie e aromi...

O un altro piatto figlio delle influenze spagnole come lo scaveccio, una sorta di anguilla in carpione che ricorda l'escabeche o scapece meridionale, o scabeccio ligure (da es cabeza, testa). E le lumacate cantate da Cardarelli perché con le corna si mangiavano torti e offese? O le rane del padule dell'isola Clodia? Spunti e notizie che si ritrovano golosamente anche nella Cucina maremmana di Aldo Santini.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

le ho suggerito un paio di indirizzi sul suo post che raccontava di campagnatico... spero le siano utili.
Ho trovato peposo ottimo in entrambi i posti che le ho citato, ho trovato alla terra di Nello sia la Lumacata, sia la zuppa di laguna(rane, chiocciole e anguilla),entrambi nel libro del santini, come dichiarato con vanto dalla cuoca.
Guardi, le dico una cosa.. io son più o meno di quste parti, diciamo trapiantato in maremma come residenza ufficiale, libero professionista, cittadino del mondo e decisamente un buongustaio.. per questa gente non è facile, andare avanti mantenendo vive creatività e spinta emotiva intendo.. chi lavora bene è costetto a cambiare spesso il menù per accontentare la clientela abituale,soprattutto quella invernale che consente di pagare fatture e stipendi, se cambiano ogni 15 gg è perchè è il ritmo della clientela che li cadenza.. magari può capitare di trovare menù meno elaborato, o con meno spessore culturale anche se buonissimo.. l'inverno è lungo, il maremmano non mangia maremmano.. quando ho ordinato la zuppa di palude la giovane cuoca è uscita di cucina per conoscermi e raccontarmi di quel piatto che per loro era una scommessa, un vezzo di cultura che avevano capito ben pochi.
Buon lavoro
Enzo, un bongustaio

Anonimo ha detto...

il post è congelato al 26 maggio...indigestione o chiusa fisica sessuale?solo aldo potra risponderci
roba da gossip
pacatamante saluto
www.chefmarco.splinder.com

consumazioneobbligatoria ha detto...

grazie enzo, per il suo contributo. mi scuso, anzi, perché il suo secondo commento è andato perso ed era invece altrettanto interessante.

marco, grazie per l'affezione. sto bene, reduce da una cenetta da 13 portate quindi come vedi tutt'altro che a dieta. sto lavorando per voi...

af

Anonimo ha detto...

Allora a campagnatico sarà andato a mangiare alla locanda del Glicine.. che a ben vedere hanno anche loro bistecca in menù...oltre ad essere un pò stantii e poco collaborativi a creare un circuito da quanto ho capito. io consiglio vivamente il ristorante "il Cantuccio" a Buriano, dove fanno cucina "storica" toscana e Maremmana presentata con eleganza, gusti marcati e citazioni e fonti alla mano...Carta dei vini un pò misera. Poi le consiglio l'Osteria Terra di Nello a Castiglione della Pescaia dove, in inverno trova anche il pane fatto in casa (eccezionale quello alla ricotta e quello alle castagne), il manzo utilizzato è tutto Chianina certficata, in cucina si intravedono pentole di ghisa, rame e cotto visibilmente utilizzate... in estate la cucina è alleggerita (ho assaggiato un SUPERBO tonno di coniglio servito freddo con misticanza mista a fiori di ginestra e boccioli di papavero sott'aceto)e la carne è cotta alla brace in giardino, di fronte ai commensali, tartata battuta al coltello al momento tutto l'anno; se passa il pomeriggio a prenotare sarà accolto dall'inconfondibile profumo di fondo bruno a ritirare sul fuoco la cuoca dice almeno 8 ore...) Carta dei vini curiosa e divertente e degni di nota anche gli ammazza caffè.
Al Cantuccio son 20 coperti, alla Terra di Nello sono 40 in inverno e 70 in estate..entrambi cambiano il menù molto spesso.
La vera differenza tra questi ristoranti e gli altri che ho provato in zona? Titolari e dipendenti sono giovani, sereni e con la passione che si taglia a fette quando parlano della loro professione!!
Dimenticavo! sempre a castiglione ho saputo che da qualche anno lavora presso il Piccolo Hotel, la cuoca che aveva il ristorante Il Mulino a Semproniano... provi.
Buon Lavoro.
Enzo, un buongustaio

Anonimo ha detto...

ODDIIIOOOO!!!!! Timidezza improvvisa!!! eh! Grazie dei complimenti sig Enzo.. dalla cuoca della Terra di Nello.
e al Sig Aldo: NOI CI CONOSCIAMO!!!! "Quando il tonno risale l'Ombrone" è perchè non è in "armonia" col suo intorno... ora tutto è cambiato, si và per lumache e per iperico nei campi! Quando viene in veste di godereccio dalle nostre parti? ma non mi faccia vedere il taccuino da critico: PAUUURA!!!
un salutone e buon lavoro, capiterò spesso sul suo blog, spunti interessanti!
Alessia.