
FIRENZE - Ieri sera cena all'Osteria Tornabuoni di Firenze prenotata via email con risposta in un'ora (oppure allo 055.2773527) inaugurata da una settimana. Si entra da una traversa laterale non dalla via oggi del lusso e un tempo dei palazzi nobiliari. Proprio di sguincio a dove fino alla legge Merlin c'era il bordello che fece dire a un grande fiorentino: "avessi saputo la mi' figliola l'avrei mandata lì anziché in collegio: non per imparare a fare la puttana, a quello ha pensato da sola. Ma per imparare a sembrare una signora".
L'ingresso è in uno stile fiorentino inglese Anni Trenta, di prima dell'Asse. Moderno nella sala, giudicata dai miei commensali e amici ancora un po' freddina. Il direttore Cristiano Labia è uno che arriva da New York, perfino troppo bravo per Firenze. Intendiamoci, sono d'accordo che nei ristoranti di un certo livello sia necessario un manager come ha sostenuto Giuseppe Calabrese qui. Ma ci vorrebbe almeno un oste: potrebbe farlo Burde che però si occupa dei vini.
Come si mangia? Lo sformato di asparagi era buono per consistenza e sapori, meglio da mangiare col cucchiaio. La pasta non l'ho assaggiata (ho la prova costume), ma l'ho mangiata con gli occhi. Striscia la notizia inorridirà, ma è una cosa che s'impara a fare. Troppo lucidi ravioli e pappardelle per essere tirati a mano, artigianali. Troppo scuri i sughi (finto e di lepre) per essere delicati, si sente la scuola Montano (Murate, Villa Bardini). Ottimo invece il gusto del pollo del Valdarno e complessivamente i secondi. Da 8 a 20 euro a portata.
Abbiamo bevuto Flaccianello 2005 e Rancia riserva 1999 dopo un Franciacorta consigliato da Burde che non ricordo come si chiami (Andrea help us). La carta è piaciuta anche a Giorgio Pinchiorri (vedete i grandi come si muovono subito per conoscere i nuovi colleghi?). Il patron dell'Enoteca avrà apprezzato il fatto che sia corta e di solo toscani. I vini sono divisi tra "moderni" e "tradizionali" che se farà storcere il naso a qualcuno, è però una scelta utile. Mancava solo il Per Carlo, che arriverà presto (conte si sbrighi!). Consumazione Consigliata
6 commenti:
Quanto si paga?
grazie della rece lampo aldo! ma occhio che champagne a parte, abbiamo solo vini Toscani e qualla bollicina che sembrava Franciacorta (lo prendo per un complimento) era in realtà il nostro brut di casa ovvero lo Chardonnay 100% Metodo Classico di Montellori, a Fucecchio!
http://www.fattoriamontellori.it/
jean-michel, ho scritto tra 8 e 20 euro a portata, sul conto senza vino quindi direi 50.
andrea, grazie e dire che l'avevo anche scritto... cmq sì, prendilo come un complimento, non era affatto male. buon lavoro, af
Il Franciacorta non te lo ricordavi e va bene, ma il Per Carlo è il Percarlo!
E' un lapsus. Il Percarlo si chiama cosi' perche' Carlo, fratello di Alvise, mori' in un incidente stradale. Il conte, amicissimo di entrambi, decise cosi' di dedicare questo grande sangiovese all'amico scomparso.
Io non ho mai conosciuto Carlo, ma Alvise si', ho ancora conservato gelosamente l'alvisiano, un cavatappi... E' una bella persona. Forse e' nato cosi' il lapsus
giusto due note sulle tagliatelle e sui tortelli. Nessuno dei due è fatto in casa perchè l'idea è anche di far assaggiare ai clienti alcuni dei prodotti che vendiamo in gastronomia. Le tagliatelle caponi e i tortelli del mugello fatti dal Palagiaccio di Scarperia sono infatti gli stessi che usiamo per i nostri piatti...
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