
Ecco la foto dei palati di manzo! Li avevate mai visti? Dopo l'sms: "Sono riuscito ad avere finalmente il palato di fassona piemontese..." anche la foto di Marco Stabile che ha mantenuto la promessa fatta lo scorso 17 dicembre su questo blog: "senz'altro te li procuro volentieri con La granda (e di ottima qualità)".
Si riferiva ai palais de boeuf, i palati di manzo di cui scrive nel suo libro Grimod de la Reynière, un'antica ricetta, anzi, una meta ricetta. L'idea nasceva dalla curiosità di assaggiare un sapore nuove, un taglio mai provato prima.
Un'occasione come un'altra per ritrovarsi tra buongustai. La data non è ancora stata stabilita a causa degli impegni dello chef (e dello scrivente), ma presto organizzeremo la "cena dei palati", fuori e dentro il piatto. Compatibilmente coi numeri, se qualche lettore fosse interessato può lasciare un suo riferimento nei commenti o via email.

9 commenti:
amici, amici.....e poi uno lo scopre dal blog...bene, un posto prenotato!
sono interessato
www.chefmarco.splinder.com
mi piacerebbe farvi assaggiare qualcosa io ma mi rendo conto che lo chef poi andrebbe sotto un tavolo a piangere
aldo famme sape
su
marf@libero.it
se vuoi ti lascio il telefono solo se per parole d'amore
hmmm la cosa pare mooooolto interessante :)
a proposito di spunti interessanti... alla cena non posso intrufolarmi, ma mi passereste la ricetta?la base intendo, senza l'estro dello chef! mai mi permetterei!!!! ho accesso a palati di chianina in abbondanza!!potrei, i seconda istanza, cucinarli per voi!
Per piaceeeeereee
Alessia
lo chef si chiama come me...non male...ma tra le mani che ha una protesi di pene? lo devo comprare si vende in un porno schoopppp!!!
chef ma che mi combini ;))
non mi querelate non ho una lira
www.chefmarco.splinder.commarco
Mi metto in fila prenotazione, come potremmo non essere interessati ?
Grazie
è necessario che lo dica
o lo capisci da solo che ci sarò
:-)
Li farà così?
Palais de boeuf à l'anglaise.
Imbianchite quattro palati di bue; privateli della pelle e cuoceteli nella pentola; indi levateli e riponeteli in una casseruola con buon consumato; qualche fettolina di lardo e di giambone e un mazzetto d'erbe guernito; quando sono ben cotti e glassati, lasciateli raffreddare e tagliateli, mediante uno stampo, a rotondini della grandezza d'un pezzo di venti lire e disponeteli in una tortiera. Fate ridurre a metà un litro di salsa vellutata con qualche cucchiaio di sugo condensato, a cui unirete un tritume di tre tuorli d'uova sode, ed un cucchiaio di prezzemolo imbianchito, pepe bianco, sale, il sugo d'un limone e un pezzo di burro. Con questo composto stratificate i palati passandoli all'uovo e al pane, e al momento di servire friggeteli pochi alla volta in grasso ben caldo, affinchè prendano colore immediatamente, altrimenti l'impanatura si scioglierebbe.
Ricordiamoci che le 20 lire della ricetta sono probabilmente lire tornesi o livre tournoise.
Su quanto siano grandi, meglio chiedere a un numismatico :-).
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