mercoledì 1 luglio 2009

I Portici di Bologna


BOLOGNA - Esistono due bologne, la grassa e la dotta, com'e' noto. Quella delle nonne e dei tortellini, bonta' loro, e quella che ha rispolverato un teatro liberty in un'ex polverosa Enel.

Via Indipendenza, ristorante I Portici (05142185). Guido Haverkock non fa più una cucina alla Heinz Beck (la grassa) suo maestro, ma ha una levita' mediterranea propria (dotta).

Tante erbe aromatiche fresche a impreziosire la materia prima cruda(gambero rosso), o nelle tagliatelle ombrina affumicata e finferli.

Con Matteo Trolese in sala per lo Champagne e per una presenza sartoriale al tavolo: di coppia affiatata o gourmet curioso che sia. C'e' il posto per l'auto, l'hotel minimal, il bar e qualche sera la cena con cabaret nel teatro... Consumazione dotta.

2 commenti:

Stefano Buso ha detto...

La realtà culinaria bolognese mi è sempre piaciuta. Consiglio lettura di questo bel libro "Una volta a Bologna si mangiava così" di Luigi Lepri... non certo per dettami culinari ma per il concetto omogeneo che persegue. Non è recente ma merita.
s.buso

consumazioneobbligatoria ha detto...

caro stefano, appena riesco a trovare questo libro ti faccio sapere, grazie della segnalazione.