
L'Umbria "cuore verde" d'Italia secondo la polverosa definizione, ieri ha giocato a fare il cervello e il polmone dell'agroalimentare della Penisola. La partita, con l'Emilia Romagna, per "Storie di filiere, talenti e passioni" il seminario di studio sulla qualità del settore organizzato da Marco Caprai nell'azienda vitivinicola di Montefalco nota per il Sagrantino.
La presidente dell'Umbria ha ammesso che certi soldi pubblici potevano essere spesi meglio, invocando di fatto un deponiamo le armi dopo il battibecco a mezzo stampa sulla sponsorizzazione di Umbria jazz winter da parte di Trento Doc con Orvieto alla finestra impotente.
Polemiche a parte, il tema è stato quello dell'antidoto (alla crisi). Titolo della prossima
Maison et Objet di Parigi e humus delle storie e delle ricette di successo ascoltate ieri. Ne è emerso che siamo al tempo della qualità, ma di una qualità attiva, consumabile, raggiungibile.
Hanno detto:
"La linea Fiorfiore rappresenta la qualità nei prodotti di primo prezzo per Coop, sennò dalla nicchia è facile passare al ghetto, bisogna fare come Eataly". Sergio Soavi, responsabile prodotti tipici Coop Italia.
"Il tempo è il tema centrale. La qualità necessita dei tempi giusti, ma ridurli è un vantaggio per tutti, soprattutto per l'Italia che ha molto da offrire". Alberto Piantoni, ad Richard Ginori.
"La sfida Ducati è stata vinta trasformando una moto 'soldi buttati' in una due ruote ambita in tutto il mondo, dando una forte personalità a questo mezzo". Federico Minoli, ad Bologna fiere.
Emblematiche le storie di Angelo Colussi, Caprai col Sagrantino a Montefalco, Spigaroli all'Antica corte Pallavicina a Parma, Baracchi del Falconiere a Cortona.