martedì 26 maggio 2009
Maremma Che Ricette
Nell'ultimo anno ho girato parecchio tra rucole, tartare, tagliate, baccalà, piccioni, foie gras, crème brulée, qualche acquacotta e tanto cinghiale congelato di chissà dove. Deluse le aspettative di una cucina di territorio non solo e non tanto per le materie prime, quanto per le ricette sia pure riadattate, alleggerite, o rivisitate come si abusa dire. Qualche esempio?
I Carducci rifatti, cioè i bottoni del carciofo rimasti interrati, dal nome dell'altro poeta che era un gran bevitore di pònci. La scottiglia, un ragù di carni bianche sempre più evanescente e sempre meno ricco di bestiole a parte sull'Amiata. La frittata coi vitalbini, le punte delle vitalbe che germogliano proprio di maggio.
E se è vero che a Sorana ho trovato il buglione (da bouillon) di agnello, cotto con molto sugo, anche alla cooperativa dei pescatori di Orbetello a parte anguilla e bottarga mi sono ritrovato il branzino. Cercavo piuttosto il caldaro dell'Argentario, il cacciucco, il brodetto, la bouillabasse o la zarzuela dei grossetani, con polpi, seppie, murene, scorfani, spezie e aromi...
O un altro piatto figlio delle influenze spagnole come lo scaveccio, una sorta di anguilla in carpione che ricorda l'escabeche o scapece meridionale, o scabeccio ligure (da es cabeza, testa). E le lumacate cantate da Cardarelli perché con le corna si mangiavano torti e offese? O le rane del padule dell'isola Clodia? Spunti e notizie che si ritrovano golosamente anche nella Cucina maremmana di Aldo Santini.
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Pizzeria Malafemmena
domenica 24 maggio 2009
Nelle Cucine di Villa Corsini

SAN CASCIANO (FIRENZE) - Giro di chiacchiere con qualche produttore oggi nonostante il caldo delle colline fiorentine alle Corti del Vino, la manifestazione organizzata come ogni anno dal principe Duccio Corsini. Sono arrivato in tarda mattinata e quindi non in tempo per la colazione ufficiale nella corte della villa. Però...
A cucinare c'era Beatrice, chef del San Jacopo che l'anno prima ricevette i complimenti ufficiali dalla moglie di un noto politico per un risotto "meglio di quello di ieri sera" (che era di Pierangelini!) e con lei Francesca Bordonaro oggi al Baldo Vino a Pistoia. Francesca e la sorella Chiara erano gli onori di casa a Villa Vannini, di cui ho già parlato.

E' grazie a loro che, tanto quatto quanto sgamato, sono scivolato nelle enormi cucine di Villa Corsini dove oltre a una temperatura di cantina, oltre a un camino in pietra serena grande come un monolocale, un lavello di marmo a una piazza e mezzo e una dispensa a tutta parete, ho recuperato il menu.
In un vassoio di legno, quattro piatti quadrati con relative portate. Il bavarese come si vede e una lasagnetta ripiena di cinghiale e ricotta col timo, l'agnello proveniente dalla Novergia e la terrina di bollito (lingua, zampa, coda e magro). Questi ultimi, il primo con un trito di erbe aromatiche fresche e profumate, il secondo con una salsa verde fragrante e garlic free... Una volta mangiare così in piedi nelle cucine di una villa, era da servi. Oggi mi son sentito un signore.
giovedì 21 maggio 2009
Biodiversità in Italia: 138 specie a rischio
Ma la biodiversità è fondamentale per l'Italia e per la sua cucina. La considerazione è venuta fuori più volte anche in questo periodo di "fornelli polemici", lo ha detto pure un francese (chef Troisgros) al Corriere. Se punta sulla varietà dei suoi prodotti locali, la cucina italiana vince.
Ora alla fine dell’ottocento la varietà di frutta arrivava a 8000 diversi tipi oggi a poco meno di 2000, sono a rischio arance, limoni, mele, pere, ciliegie, mandorle, varietà di angurie e melone che già quasi non ci sono più, la tartaruga comune (la caretta caretta), la foca monaca, il muflone, lo storione, la cernia denuncia Legambiente.
Ma nei ristoranti si continuano a trovare tonno, rucola, prezzemolo, tagliata...
mercoledì 20 maggio 2009
Il Cibo Creativo della Ue
Ecco la lista di alimenti che Bruxelles ammette o sta per ammettere sul mercato, anche ça va sans dire, italiano. Bibite che possono avere aroma e colore di aranciate e limonate e, se non ci fosse stato lo stop della Camera, ora potrebbero anche essere del tutto prive di agrumi veri.
Formaggi nei quali è ammesso l’utilizzo del 5% della caseina e dei caseinati industriali in sostituzione parziale del latte per ottenere formaggi a pasta filata venduti come mozzarella. Cioccolato ottenuto con l’aggiunta di grassi vegetali diversi dal burro di cacao, cosicché in Italia si riconosce il nome di "cioccolato puro" a quello che contiene esclusivamente il burro di cacao e di "cioccolato" a tutti gli altri.
Per non parlare del vino: senza uva, rosè come mix di bianco e rosso, zuccherato, dealcolato e coi trucioli...
lunedì 18 maggio 2009
E' Morto a Firenze Bettino Ricasoli
I 20 Anni del Falconiere
CORTONA - Il Falconiere (0575612679) compie vent'anni e festeggia con l'apertura, da una settimana circa, di una Spa. Anzi di una Spv, non salus per acquam come dicevano i latini (o i galli pensando all'omonima città belga) ma salus per vinum: trattamenti di vasche a base di microssigenazione di vino.
Il relais di Cortona è nato quando i proprietari Riccardo e Silvia Baracchi decisero di ristrutturare un'antica pieve in una collina mezzana all'ombra delle chiese di Cortona e aperta sulla Val di Chiana. E come il falconiere è uomo d'amore per la natura, incline alla sfida di dialogare con un rapace solitario e schivo come il falco, così questo posto è in armonia col verde che lo circonda e ha saputo elevare la cultura locale dell'ospitalità e della tavola.
Nel blog ne avevo accennato per il "bolage", il "parto in acqua" dello spumante di Sangiovese di Baracchi per non stapparlo col sabrage. Lui nel frattempo mi ha mostrato la sua bollicineria dove continua le vinificazioni metodo classico. Ma ora i Baracchi festeggiano i 20 anni del Falconiere anche con una trattoria veramente old style, non per marketing, a poca distanza e della quale vi scriverò presto...
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venerdì 15 maggio 2009
I Francesi A Montefalco

giovedì 14 maggio 2009
Aoristò a Pistoia
PISTOIA - Dalla foto di ieri qualcuno forse ha riconosciuto il fresco centrotavola floreale di Aoristò a Pistoia (057326506). E' il ristorante "sopra il Globo", il cinema nel centro della città non nota certo fino a qualche tempo fa per la sua cucina. Poi un gruppetto di gastronomi giramondo... 
mercoledì 13 maggio 2009
Si comincia... Con i vini
Entra nel vivo la selezione dei migliori autoctoni delle due regioni con migliaia di assaggi da Stroncone di Terni ai vermentini del Magra. Avete segnalazioni?
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sabato 9 maggio 2009
Osteria Tornabuoni

FIRENZE - Ieri sera cena all'Osteria Tornabuoni di Firenze prenotata via email con risposta in un'ora (oppure allo 055.2773527) inaugurata da una settimana. Si entra da una traversa laterale non dalla via oggi del lusso e un tempo dei palazzi nobiliari. Proprio di sguincio a dove fino alla legge Merlin c'era il bordello che fece dire a un grande fiorentino: "avessi saputo la mi' figliola l'avrei mandata lì anziché in collegio: non per imparare a fare la puttana, a quello ha pensato da sola. Ma per imparare a sembrare una signora".
L'ingresso è in uno stile fiorentino inglese Anni Trenta, di prima dell'Asse. Moderno nella sala, giudicata dai miei commensali e amici ancora un po' freddina. Il direttore Cristiano Labia è uno che arriva da New York, perfino troppo bravo per Firenze. Intendiamoci, sono d'accordo che nei ristoranti di un certo livello sia necessario un manager come ha sostenuto Giuseppe Calabrese qui. Ma ci vorrebbe almeno un oste: potrebbe farlo Burde che però si occupa dei vini.
Come si mangia? Lo sformato di asparagi era buono per consistenza e sapori, meglio da mangiare col cucchiaio. La pasta non l'ho assaggiata (ho la prova costume), ma l'ho mangiata con gli occhi. Striscia la notizia inorridirà, ma è una cosa che s'impara a fare. Troppo lucidi ravioli e pappardelle per essere tirati a mano, artigianali. Troppo scuri i sughi (finto e di lepre) per essere delicati, si sente la scuola Montano (Murate, Villa Bardini). Ottimo invece il gusto del pollo del Valdarno e complessivamente i secondi. Da 8 a 20 euro a portata.
Abbiamo bevuto Flaccianello 2005 e Rancia riserva 1999 dopo un Franciacorta consigliato da Burde che non ricordo come si chiami (Andrea help us). La carta è piaciuta anche a Giorgio Pinchiorri (vedete i grandi come si muovono subito per conoscere i nuovi colleghi?). Il patron dell'Enoteca avrà apprezzato il fatto che sia corta e di solo toscani. I vini sono divisi tra "moderni" e "tradizionali" che se farà storcere il naso a qualcuno, è però una scelta utile. Mancava solo il Per Carlo, che arriverà presto (conte si sbrighi!). Consumazione Consigliata
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venerdì 8 maggio 2009
Salame rosa e strolghino
Schiacciata con lo strolghino (il salamino antipasto del maiale in attesa della stagionatura del culatello) e la bufala, e fetta di pane casalingo col salame rosa (antenato di mortadella e cotto).
In un posto in via dei Georgofili di cui ha scritto anche il Nyt, dove si trovano siciliani più borbonici che garibaldini, fiorentini raffinati ma sciallati e straniere bellocce.
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mercoledì 6 maggio 2009
Fare il critico gastronomico
Ieri sera a Striscia la cuoca Silvana Parodi Stazio del Parodi-Locanda del Castellano di Aulla (MS) ha accusato Paolo Marchi ancora offesa probabilmente per una vecchia stroncatura che potete leggere qui: 4 coperti 20 euro, un secondo di pesce con funghi 40; un secondo di crostacei 48; 5 dessert 90; e relativi risentimenti. Stasera dovrebbe esserci Carlo Cambi e chissà cosa sentiremo...
Ma fare il critico significa consumare e consumarsi per informare gli altri, per dire al lettore se evitare un ristorante col menu a voce, perché non andare a mangiare il foie gras in Umbria, perché spendere una cifra da capogiro all'Argentario, perché non spenderla a Firenze... Ed è bello anche quando è dispendioso, è indigesto, è noioso, è ingannevole... perché si sa di poter evitare le stesse disavventure ad altri.
martedì 5 maggio 2009
Additivi chimici anche nelle pizzerie
Pizza al tartufo, ovvero all'olio al tartufo, ovvero condita senza alcuna traccia di tuberi, bianchi o neri che si voglia, ma soltanto con extravergine addizionato di dismetiltiometano, una molecola di sintesi ottenuta in laboratorio e responsabile di riprodurre (in modo falsato) uno degli aromi del tartufo (per altro in fase di avanzata maturazione).
Scopriamo così che in pizzeria e in trattoria dove la cucina molecolare per caritadiddio, si usano gli additivi chimici. Ma la polemica è un'altra. E' contro le guide. Si va a intervistare Livia Iaccarino che da 17/20 è passata a 16.5/20 e alla quale proprio la responsabile campana della Guida Espresso, Santa di Salvo, ha con professionalità criticato due piatti elogiandone altri.
lunedì 4 maggio 2009
Come si mangia in Maremma
CAMPAGNATICO - Nella foto scattata ieri a Campagnatico si vede sulla destra una transenna di legno e l'insegna del ristorante la vecchia Oliviera con l'ingresso lì accanto. Dietro al cartello, la Smart personalizzata che un altro ristoratore, della cantina Poggio Caiano più avanti nel paese, parcheggia lì ogni giorno, con tanto di scritta "la vera Fiorentina la mangiate da me".E' la beffarda ironia dei toscani e ci fa sorridere. Però questo tipo di concorrenza purtroppo riassume anche il livello della cucina della Maremma che dovrebbe guardare alla cultura introdotta dai vari Corsini, Della Gherardesca e Niccolini, alle influenze spagnole sull'Argentario, ai racconti di caccia e di pesca, più che incorniciare nelle osterie i ritratti del bandito Tiburzi, se non vuol diventare solo una cucina di rapina per turisti di passaggio.
venerdì 1 maggio 2009
La Griglia di Varrone
LUCCA - Impiegheranno del tempo prima di far capire al pubblico perche' l'uovo non e' più (solo) di gallina ma di Paolo Parisi o che il Black Angus non e' un liquore come diceva la mia vicina di tavolo.
Pero' i ravioli ripieni di scarti di Pata Negra e conditi con solo Parmigiano ed extravergine sono squisiti (8 euro). E che dettagli sulla carta gialla: birre d'abbazia, olio di Valgiano, vini bolgheresi e francesi.

Poi ci sono le carni, Chianina, Texana (molto marezzata tipo la giapponese), Giapponese (quasi marezzata al contrario da come e' grassa) e la filacciosa Nebraska tutte alla griglia a vista.
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Griglia Varrone LU 35€ Carta gialla, coque di Parisi Parmigiano e pepe, ravioli farcia iberico ++, Angus, antilope, canguro alla griglia. Cave: ita fra birre.
