SIENA - Ci sono tanti gusti dietro le stelle assegnate della "guida rossa" e non solo disgusti dietro a quelle non assegnate. Mi ha colpito, come a molti, l'esclusione di Paolo Lopriore del Canto della Certosa di Maggiano a Siena.
Non mi stupisco più di sentire i senesi intra moenia lamentarsi delle porzioni troppo piccole, o colleghi giornalisti ed enologi criticare i piatti "strani" dell'ex allievo di nientepopodimenoche Marchesi e Troisgros.
Mi sono stupito invece della decisione della Michelin. Ma poi forse ho capito, dalle parole di Fausto Arrighi riportate da Paolo Marchi sul Giornale di ieri. "Troppo cerebrale. Ma per quanto ci riguarda l'anno prossimo potrebbe averne anche due di stelle".
Non mi stupisco più di sentire i senesi intra moenia lamentarsi delle porzioni troppo piccole, o colleghi giornalisti ed enologi criticare i piatti "strani" dell'ex allievo di nientepopodimenoche Marchesi e Troisgros.
Mi sono stupito invece della decisione della Michelin. Ma poi forse ho capito, dalle parole di Fausto Arrighi riportate da Paolo Marchi sul Giornale di ieri. "Troppo cerebrale. Ma per quanto ci riguarda l'anno prossimo potrebbe averne anche due di stelle".
Bonilli ha definito questa scelta come una punizione (m'è parso di capire). Io la prendo appunto non come un disgusto, ma come un gusto... per la notizia. Come il sushi bar nella metropolitana di Ginza a tre stelle, valido perché da una vita al centro dei migliori canali di pesce ma anche notiziabile. O come la cucina di Tokyo che supera quella di Parigi, probabile non foss'altro per le dimensioni, ma anche notiziabile.
O come, infine, un Lopriore sparato in vetta ai talenti italiani, che "stroncato" fa notizia. E anche se è pur vero trattarsi di chef cerebrale, ce ne fossero vivaddio! se siamo spesso a lamentare che nella nostra italietta abbiamo il fior fiore delle materie prime e poche idee originali dalle cucine. (Foto di Mbadda Rohana)

