giovedì 30 settembre 2010

Le Eccellenze dell'Espresso nel Centro Italia

Emilia Romagna
bianchi
18 16 Anime 2008 Vigne dei Boschi

dolci
18.5 Albana di Romagna Passito Riserva AR 2006 Zerbina
18.5 Colli Piacentini Malvasia Passito 2008 Il Negrese
18.5 Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno 2000 Lusignani Alberto
18 Colli Piacentini Vin Santo Albarola Val di Nure 2000 Barattieri di S. Pietro

rossi
18 Barbera Frizzante 2008 Donati Camillo
18 I Casoni 2004 Tenuta La Piccola
18 Lambrusco di Sorbara Frizzante Etichetta Bianca Fermentazione Naturale nm Paltrinieri
18 Rifermentazione Ancestrale 2008 Bellei Francesco & C.
18 Sangiovese di Romagna Riserva Superiore Michelangiòlo 2007 Calonga

Toscana
bianchi
18.5 Il Templare 2006 Montenidoli
18 Vernaccia di San Gimignano Riserva 2007 Panizzi Giovanni

dolci
18.5 Vin Santo del Chianti Rufina 2001 Frascole
18 Sanpetrolo 2001 Petrolo

rossi
19.5 Il Caberlot 2007 Il Carnasciale
19.5 Le Pergole Torte 2007 Montevertine
18.5 Bolgheri Rosso Superiore Ornellaia 2007 Ornellaia
18.5 Bolgheri Sassicaia 2007 San Guido
18.5 Brunello di Montalcino Riserva Piaggione 2004 Salicutti
18.5 Chianti Classico 2007 Riecine
18.5 Chianti Classico Riserva 2005 Castell’in Villa
18.5 Chianti Rufina Riserva Vigneto Bucerchiale 2007 Selvapiana
18.5 Masseto 2007 Ornellaia
18.5 Montevertine 2007 Montevertine
18.5 Poggio de’ Colli 2008 Piaggia
18.5 Rosso di Montalcino 2007 Poggio di Sotto
18.5 Rosso di Montalcino 2007 Stella di Campalto
18 Acciaiolo 2007 Castello d’Albola
18 Bolgheri Rosso Superiore Campo al Fico 2007 I Luoghi
18 Brunello di Montalcino 2005 Poggio di Sotto
18 Brunello di Montalcino 2005 Sesti
18 Brunello di Montalcino Riserva 2004 Biondi Santi
18 Brunello di Montalcino Riserva 2004 Fuligni
18 Brunello di Montalcino Riserva 2004 La Palazzetta
18 Brunello di Montalcino Riserva 2004 Le Potazzine
18 Brunello di Montalcino Riserva 2004 Podere Brizio
18 Brunello di Montalcino Riserva 1 2 3 2004 Solaria
18 Campo alla Sughera 2006 Campo alla Sughera
18 Carmignano Riserva Montalbiolo 2007 Ambra
18 Cepparello 2007 Isole e Olena
18 Chianti Classico Riserva 2006 Vecchie Terre di Montefili
18 Chianti Classico Riserva 2007 I Fabbri
18 Chianti Classico Riserva Baron’Ugo 2006 Monteraponi
18 Colline Lucchesi Rosso Tenuta di Valgiano 2007 Valgiano
18 Montecucco Rosso Sacromonte 2007 Potentino
18 Montecucco Sangiovese Grotte Rosse 2007 Salustri Leonardo
18 Pian de’ Guardi 2006 Il Lago
18 Rocca di Frassinello 2008 Rocca di Frassinello
18 Syrah Collezione De Marchi 2006 Isole e Olena
18 Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2006 Il Conventino
18 Vino Nobile di Montepulciano Simposio 2007 Trerose

Marche
bianchi
18.5 Offida Pecorino Fiobbo 2008 Aurora
18 Nur 2008 La Distesa
18 Verdicchio di Matelica 2009 Collestefano
18 Verdicchio di Matelica Vertis 2008 Borgo Paglianetto

rossi
18.5 Kurni 2008 Oasi degli Angeli
18 Erasmo Castelli 2008 Castelli Maria Pia

Umbria
rossi
18 Montefalco Sagrantino Colleallodole 2007 Antano Milziade
18 Montefalco Sagrantino Il Domenico 2005 Adanti

lunedì 27 settembre 2010

Mangiare Reazionario In Umbria

di Giovanni Picuti

PERUGIA - Anche in Umbria gli chef creativi si sono sostituiti (ma non del tutto) alle trattorie. Creativi i piatti, creative le forchette, creativa la forma dei bicchieri, dei tavoli e l’illuminazione all’interno dei locali, che impedisce di distinguere quello che è stato  adagiato, “creativamente”, sul piatto.

Diffidate delle presentazioni minimaliste e degli accostamenti manicomiali. Frequentare certi ristoranti, che dispensano fasulle sensazioni, finto aceto balsamico e abbinano miele e marmellata sui pecorini stagionati dei nostri ultimi pascoli, è una prospettiva gaia quanto può esserlo una visita ad uno ospizio. Ma a tanti piace. Perché la gente si fa piacere quello che va di moda: il Sushi, il Sashimi, le cucine etniche  - e non etiche - le esperienze demenziali.

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sabato 25 settembre 2010

Manifesto contro le Sagre Vu' Cumprà

MONTECATINI TERME (PISTOIA) - E' nato il Manifesto delle Sagre. Da Montecatini dove è in corso Territori in festival, vengono proposte le linee guida per riconoscere e distinguere le sagre autenticamente di tradizione e territorio da quelle vu'cumprà.

Secondo il manifesto, perché una sagra possa definirsi tradizionale "deve possedere almeno un passato legame tra il prodotto e il suo territorio, documentato da tradizione orale e scritta". La sagra deve favorire la tracciabilità, la divulgazione e la trasparenza dei prodotti utilizzati.

Il manifesto nasce da un intento pragmatico dei ristoratori, ormai esasperati dall'inseminazione artificiale di sagre, soprattutto estive. La loro rabbia si concentra sulla durata e sul dileggio delle normative. Per i sette punti cioè, le sagre devono durare massimo una settimana ed essere trasparenti fiscalmente e per le Asl.

Se la Sagra del fungo di Borgotaro che si chiude domani nel paese omonimo della provincia di Parma ha un senso, la "sagra della patatina" di Cantù la capisco meno. In Umbria dove le sagre spopolano, si capiscono quelle del gambero di lago Trasimeno, della torta al testo di Sant'Egidio (fatta coi testi veri), della cipolla di Cannara. Più "creative" quelle del crostino, dello spaghetto, del peperoncino.

venerdì 24 settembre 2010

Involtini Primavera a Firenze

FIRENZE - I migliori involtini primavera a Firenze non si mangiano in un cinese. Si mangiano al Fresco dell'hotel Fourseasons.

La cultura del cibo non e' etnica. I cinesi cannibalizzano i know-how italiani e sono gelosi della loro cucina per nascondere le sconcezze. In Cina non succede nei grandi ristoranti.

Cosi' anche se li chiamano spring rolls, i migliori involtini li ho assaggiati al Fresco, dallo chef Vito Mollica, come stuzzichino.

Più piccoli quindi con una percentuale di croccantezza maggiore, con una pasta phillo perfetta e verdure fragranti all'interno. Elegantemente piccante la salsa e (noblesse) da mangiare con le mani.

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mercoledì 22 settembre 2010

I Pellegrini di Artusi da Parigi

FIRENZE - Come forse avrete notato in questi giorni ho un po' da fare... Ne approfitto per segnalare l'idea (ah, le idee... che valore!) di due ragazzi che mi par di capire da Parigi si son messi in testa di provare tutte le ricette dell'Artusi. E si son dati tempo un anno.

In un blog che si chiama Pellegrini di Artusi trovate tutti i dettagli di un progetto italiano "alla Julie/Julia". Loro sono lei una stilista ricercatrice di tendenze e lui un operatore di cinema / pittore. Aspetto con ansia che arrivino alla ricetta del rognone artusiano... In bocca al lupo

lunedì 20 settembre 2010

A Scuola di Cucina da Salvatore Denaro

MONTEFALCO - Pranzo didattico ieri a Montefalco, nelle cantine di Marco Caprai, tra giornalisti col grembiule in cucina a stendere la pasta, impanare le costolette d'agnello e friggere le melanzane per la parmigiana.

"Cattivo" maestro per l'occasione Salvatore Denaro, reduce dalla chiusura del suo Bacco Felice a Foligno del quale tutti i buongustai che si trovavano a passare per lu centro de lu munno sentono la mancanza. Ma geniale nell'essere interprete di quella cucina "della zolla", fondata su pragmatismo, genuinità e cultura.

Col libro di Salvatore Marchese sulle Cucine dell'Umbria infarinato, spiegazzato e impataccato, Salvatore ha cucinato gli spaghetti (qui in realtà tagliatelle) al roccetto, le melanzane alla parmigiana, l'agnello fritto, le fettunte con la polpa di fichi e le crostate.

Ma mi è piaciuto soprattutto il piatto siciliano di alivi cunzati, le olive "abbonite" con acqua e sale, poi condite con sedano, peperoncino, origano secco e aceto. Una ricetta molto espressiva della mezza stagione tra estate e autunno (alla faccia dei luoghi comuni che non esistono più). Chissà se il dottore, laggiù in Sicilia, le ha mangiate ogni tanto...

sabato 18 settembre 2010

Tartufo bianco e Frappato Occhipinti

MONTEFALCO - Primo tartufo bianco della stagione ieri a Spirito di vino a Montefalco. Si trattava della cosiddetta (volgarmente) "marcia" mista ai primi Tuber magnatum Pico, belli, tondi e profumati.

Oltre alla focaccia calda, nei tavolini all'ombra di palazzo Mustafa' c'e' stato spazio per una bella omlette baveuse e i classici tagliolini.

Il tutto accompagnato dal frappato siciliano di Arianna Occhipinti, ancora chiuso con la ceralacca, bello come la produttrice e maturo sul filo di lana, saporito e intenso.

Ma soprattuto dal Coevo 2006, last but not least dei supertuscan riassaggiandolo a quasi un anno (di bottiglia) dall'uscita e alla vigilia dell'arrivo del 2007.

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venerdì 17 settembre 2010

Il Vero Bellini del Fourseasons


FIRENZE - Primo Bellini dell'estate mentre l'estate se ne va. Erano anni che non ne bevevo uno cosi' buono.

Uno vero, con la pesca grattugiata, come ai tempi degli aperitivi in Capannina al Forte dove lo servivano nei calici della birra media.

Nei giorni scorsi al ristorante Al Fresco del Fouseasons di Firenze, sotto il berso' del Parco della Gherardesca della cui cucina parlero' presto, ma dove si respira un'atmosfera di eleganza rilassata come quella che Zeffirelli ha rappresentato in Un te' con Mussolini.

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mercoledì 15 settembre 2010

Bruno Barbieri e La Cucina di Plastica

ROSIGNANO SOLVAY (LIVORNO) - La Rotta del Vino 2010 ha vissuto sabato sera il suo clou con la cena di gala al Golden del porto di Cala de'Medici firmata da Bruno Barbieri. Bolognese di Medicina, Barbieri è diventato famoso per le due stelle Michelin alla Locanda Solarola di Castelguelfo, per l'esperienza del Trigabolo con Igles Corelli e per le due stelle ancora a Villa del Quar in Valpolicella.

La cena di sabato è stata perfetta in ogni sua portata. Lo scapece di zucchine qui con mentuccia e un battuto crudo di mare all'olio d'oliva; cappesante brasate all'infuso di pomodoro con pane bruschettato all'aglio e basilico; la fregola sarda con intingolo di crostacei allo zafferano e olive passite; parmigiana di melanzane col rombo agli agrumi e i dolci.

Perfetto (tra gli ultimi della stagione) lo scapece; croccanti fuori e umide dentro le cappesante con un pane anche agliato, grintoso; fregola al dente e melanzane fritte in modo tradizionale per la parmigiana, ma leggere e pulite. Una cena perfetta, senza sbavature nelle temperature e nelle consistenze, anche nei tempi nonostante le ben oltre 70 persone a tavola.

Mancavano i sapori. Nelle zucchine non c'era la zolla come nelle cappesante e ancor più nel rombo (quasi certamente d'allevamento) non c'era il mare e nel pomdoro non c'era il sole, non c'era il calore, non c'era il "rosso", ma c'era il "rosa". Sembrava una cucina di plastica, un menu con ingredienti come attori di fiction.

Barbieri è un professionista troppo bravo e meticoloso per non aver preparato a tavolino una cena come questa. Così la sua successione di piatti senza passione, mi sembra ripensandoci un'opera d'arte contemporanea come quelle di Duchamp o di Manzoni per denunciare l'alimentazione di oggi.

Una denuncia alla frutta acerba dei supermercati, ai vini solo legnosi (ma anche a quelli bioletamici), ai polli che si sfaldano, alle marmellate solo zuccherate, ai formaggi solo salati, all'omologazione insomma dei sapori. Una denuncia ai piatti fiction, alle ricette siliconate, alla cucina di plastica.

lunedì 13 settembre 2010

Rotta del Vino, Golden 1

ROSIGNANO SOLVAY - Vince la Rotta del Vino 2010 il ristorante di casa, il Golden del porto di Cala de' Medici, con un abbinato d'eccezione come il Grattamacco 2007. Zuppa di porri e ostriche al ginger il primo giorno e l'epigramma di piccione ieri. Un locale brillante che viaggia verso una sua identita' nonostante i frequenti avvicendamenti in cucina.

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Rotta del Vino, Locanda Martinelli 2

ROSIGNANO SOLVAY - Michele Martinelli e' una conferma della Rotta del Vino 2010 ora con la sua Locanda di Nibbiaia. Il suo filetto di manzo a bassa temperatura con brunoise di porcini era il risultato altrimenti impossibile di carne di qualita' e funghi freschi. Questa ricerca col rifiuto dell'ostentazione significa grande maturita' gastronomica. Da non perdere.
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Rotta del Vino, La Perla 3

ROSIGNANO SOLVAY - Deborah Corsi della Perla di San Vincenzo era nel mio pronostico. Brava, il suo originale raviolo di baccala' su crema di aglio mancava solo di fragranza nella pasta.

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Rotta del Vino, La Torre 4

ROSIGNANO SOLVAY - Tutta al femminile l'Enoteca la Torre di Montecarlo di Lucca che con l'agnello garfagnino ripieno, porcini e una patata dolce ha meritato il quasi podio. Era abbinato a Badia di Morrona. Solido.

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Rotta del Vino, Del Duca 5

ROSIGNANO SOLVAY - Guardate che filetti di cinghiale! Belli, rosa, puliti anche nel sapore ma non snaturati del verro selvatico. Abbinato al bel merlot Marcampo. Il ristorante Del Duca di Volterra e' un classico e il proprietario Genuino, nomen omen.

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Rotta del Vino, Ristorante Amaro 6

ROSIGNANO SOLVAY - In rappresentanza di Viareggio il ristorante Amaro. Qui le Chianina rolls, ripiene di soprassata. Piacevoli ma da una grande piazza gastronomica ci si aspetta di più nel piatto e di meno negli effetti speciali. Anche da Cristiano Tomei dell'Imbuto.

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Rotta del Vino, Casina delle Ostriche 7

ROSIGNANO SOLVAY - Cucina brillante, lineare anche se un po' leziosa dalla Casina delle Ostriche di Castelnuovo della Misericordia. Gustose le seppie ai porcini abbinate ai Giusti e Zanza.

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Rotta del Vino, La Carabaccia 8

ROSIGNANO SOLVAY - Ricette campate in aria per tanti piatti alla Rotta del vino. Non da La Carabaccia, dedicata alle materie prime povere. Pappa di pane cavallo (specialita' di Bibbona) il primo giorno. E mousse di cuffia, foiolo fritto e centopelli in umido per le trippe di ieri. Tra l'altro abbinate a Valgiano. Da provare.

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Rotta del Vino, Le Nuvole 9

ROSIGNANO SOLVAY - Timothy Magee, l'americano de Le Nuvole a Suvereto, era terzo il primo giorno e ha chiuso nono. La sua lasagnetta di seppia con bietole era un piccolo capolavoro di finezza. La giuria 1 deve aver penalizzato i crostacei su fonduta di marzolino. Comunque una conferma.

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Rotta del vino, Il Magazzino 10

ROSIGNANO SOLVAY - Decimo classificato alla Rotta del Vino il Magazzino di Luca Cai di Firenze. Quasi crudi più che al dente i suoi fusilli al pesto di mare con triglie, gamberi e pistacchi, ma golosi da mangiare e senza addobbi inutili.

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domenica 12 settembre 2010

Il Cous cous di Marcello Valentino

ROSIGNANO - Semola turca tostata (non incocciata) cotta al vapore di agrumi, e condita con un pesto trapanese (basilico, aglio e pinoli o mandorle secondo i quartieri) e astrattu di pumaruoru (un doppio estratto di pomodoro).

E' il cous cous di Marcello Valentino, fuori programma della Rotta del Vino insieme a vari arancini di riso e altri cibi di strada come la porchetta di Parisi e il lampredotto di Careggi.

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Rotta del Vino 2010, Prima Giornata

ROSIGNANO SOLVAY (LI) - Vento di terra intorno ai dieci nodi, un ritiro e 26 piatti da assaggiare per la prima giornata della Rotta del vino.

In attesa delle regate di oggi, guida la classifica gastronomica il ristorante La Grotta di Volterra con la passatina di funghi, cervella di manzo in leggera panatura e cappesante (abbinato a Caiarossa).

Seconda, l'enoteca La Torre di Montecarlo (Lu) con il raviolo alla carbonara con gota e pancetta (con Badia di Morrona); seguita dal ristorante bistrot Le Nuvole di Suvereto (detentore 2009) per la lasagnetta di seppia e bietole (con Campo alla Sughera).

Quarto il Golden, ristorante di casa, quinto Michele Martinelli della locanda omonima di Nibbiaia, sesta la Casina delle Ostriche di Castiglioncello, ottavo il Del Duca di Volterra e nona La Perla di San Vincenzo.

Meritavano posizioni migliori Paolo Fiaschi di Papaveri e Paolo, Il Magazzino di Firenze e Cristiano Tomei dell'Imbuto di Viareggio, quest'ultimo penalizzato per aver presentato un antipasto e non un primo.

Tra i più veloci in mare il solito Tazmania, Grand Soleil 40 dell'armatore Fabrizio Gonfiotti non nuovo alla regata di Cala de' Medici.

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venerdì 10 settembre 2010

La Rotta del Vino 2010

FIRENZE - Domani comincia la due giorni della Rotta del Vino dal porto di Cala de'Medici a Rosignano. Vediamo un po' di pronostici sulla regata/veleggiata in cui a ogni barca sono accoppiatti un vino e un ristorante. Piatti cucinati a bordo, come alla Cooking cup di Venezia, con "punzonature" più tolleranti e la giuria gastronomica a terra.

L'evento comincia stasera con la risotto parade in cui a cucinare saranno i giornalisti e alla quale personalmente non partecipo perché preparare un risotto per una cena a due o quattro è una cerimonia, ma cucinarlo per 50 persone è da professionisti e io faccio un altro mestiere.

Non dispondendo ancora della lista completa dei ristoratori che parteciperanno (e delle barche) secondo i miei pronostici vedo tra i grandi favoriti un già vincitore l'anno in cui c'erano sia Vizzari (direttore Guida Espresso) sia Arrighi (direttore Guida Michelin) in giuria: Michele Martinelli, ex chef di Rania di Giordania e oggi titolare della deliziosa Locanda omonima a Nibbiaia della quale scriverò presto.

Un altro chef da tenere d'occhio sarà Timothy Magee (spero di non aver sbagliato il nome) delle Nuvole di Suvereto. Tim da ex pasticcere (ce ne sono esimii esempi nella storia della cucina) sembra aver applicato la precisione della chimica dei dolci alla cucina mediterranea.

Ci sarà anche Debora Corsi della Perla di San Vincenzo, scoperta proprio grazie alla manifestazione qualche anno fa e ci sarà la tripperia Il Magazzino di Firenze che si è fatta apprezzare nelle passate edizioni tra gli outsider dei piatti rustici gustosi da mangiare. E ci saranno, i grandi vini della costa.

giovedì 9 settembre 2010

Life Begin at 45 Degrees

REIMS - Life begin at 45 degrees, da massima dei motociclisti amanti delle pieghe (fino a un angolo di 45 gradi) a tecnica per lo Champagne, da servire come la birra a bicchiere inclinato.

Il New York Times ha scritto infatti un articolo intitolato "More bubbles, less french" dove Sindya N. Bhanoo sostiene che lo Champagne andrebbe versato nei bicchieri inclinati come si fa con "the plebeian beer".

A sostenere la tesi e' uno studio scientifico condotto da Gerard Ligier-Belair, fisico dell'Universita' di Reims come cita il Nyt, e debitamente argomentato.

In pratica quando lo Champagne viene versato a bicchiere dritto "perde il doppio delle bollicine" cioe' dell'anidride carbonica, responsabile della percezione degli aromi e dell'intensita' dell'esperienza gustativa.

Inoltre gli scienziati hanno verificato (a tre temperature) che servire lo Champagne ghiacciato minimizza ulteriormente la perdita di bollicine. (Nella foto il Marie-Noelle Ledru stappato di recente).
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mercoledì 8 settembre 2010

La Tavola del Conte ad Arlate

ARLATE BRIANZA - Il Gianni Mura erede del Gianni Brera nella penna e nel phisique du role, ha scritto che alla Tavola del Conte del Contrada Resort 1711 ha mangiato "la miglior polenta della Lombardia degli ultimi tre mesi". Francesco Arrigoni sul blog del Corsera, già allievo (vero) di Veronelli, ha definito il ristorante la "speranza gastronomica del Lecchese".

In un dedalo di stradine ai piedi della scalinata della basilica di San Gottardo c'è un borghetto trasformato in resort con 23 camere tutte diverse e docce con l'eco tanto son grandi. Bici per correre sull'Adda e la Ti-Sana-Spa con tutti i ritrovati più fighi del benessere (compresi quei pesciolini che mangiano le pellicine).

Il buongustaio che approda su questa riva d'Adda sogna lucci, risotti e polente appunto come consigliano gli esperti e come è giusto per dare carattere a uno dei tanti bei ristoranti? Forse non tutti sono figli della famiglia Della Zolla impegnati a districarsi tra le ricette tipiche (e altrove spesso farlocche). Giusto dosarle e accontentare il Brambilla self made che ha vinto la pellagra dei Promessi sposi.


E godersi così il cervella di vitello impanato coi fiori di zucchine e salsa di Bitto; ricci e tartufi di mare; gli spaghetti alla chitarra con astice, peperoncino e menta fresca simbolo di un'ordinazione rampante che trova qui un piatto prototipo di cura del dettaglio; ancora il risotto ai pomodori di cui scrissi qualche anno fa; la variazione di manzo, i dolci e i formaggi... Con un minerale Rossj-Bass di Gaja d'annata. Conto sui 70-80 euro.
 
Il cuoco Vincenzo Di Grande in meno di un anno si è fatto così apprezzare come ai tempi del Colombaio di Casole d'Elsa che portò a 15/20 dopo le sue esperienze tra gli altri da Arzak e Berasategui. Ho visto le foto del letto a castello diviso con gli apprendisti giapponesi dallo chef de cuisine tornato chef de partie per rubare il mestiere ai migliori colleghi. Sarà trattenuto dalla riva "baggiana" dell'Adda?

lunedì 6 settembre 2010

La Provocazione di Bracali a Massa Marittima

MASSA MARITTIMA - Francesco Bracali sembra deciso a vendicare qualche luogo comune di troppo sul conto del suo ristorante. E siccome la vendetta è un piatto che va servito freddo, lo fa con un dolce "pulp", di un'autoironia che non ti aspetteresti, come nelle rese dei conti preparate con astuzia.

Francesco Bracali è a ragione considerato il Vissani della Toscana, come lo definì anche Vizzari sull'Espresso. Noto cioè grazie all'omonimo templio della gastronomia (0566902318) considerato ancien régime per il lusso, le ricette articolate e lo stile fastoso. La sua genialità emoziona però nella successione dei sapori. Come succede da Vissani, ma con meno riflettori.

Il problema è che "in Ghirlanda" come si dice qui, a Massa Marittima verso le colline metallifere, non ci sono ancora grandi produttori di vino (diciamolo) e non ci sono più i giovani minatori con i soldi in tasca e la Vespa raccontati da Tommaso Besozzi negli Anni Sessanta. Vanno in pochi a raccontare di questa cucina e troppo spesso per luoghi comuni.

Ora complice anche un viaggio in Giappone, Bracali si diverte di più e senza perdere il suo stile "alla Vissani" appunto, ha presentato nel mio ultimo pranzo da lui un "pollo arrosto" tra i secondi e una "barchetta" per dolce. Almeno tre le ricette che segnalano forse un suo nuovo percorso.

Il "pollo arrosto" è un piatto simbolo della domenica delle famiglie italiane, ma tecnicamente pone il problema di cuocere bene il coscio senza stracuocere il petto, rendere morbida una carne "nostrale" e mantenere croccante la pelle. Qui è un pollo di Bresse in due cotture, con purea di sedano rapa e patate arrosto. Molto chic.

Il risotto è una reinterpretazione del classico intingolo "alla puttanesca" in voga in osterie e pizzerie fino a dieci anni fa, anche se qui ancora da sfrondare. Invece la barchetta di mais e gelato di yogurt (ma anche il marshmallow al limone) è così kitsch da risultare un dolce pulp, veramente geniale nella sua autoironia e goloso da mangiare per l'equilibrio. Uno spasso.

Si è sfrondata anche la cantina, divisa tra grandi cru e "vini-da-tutti-i-giorni" che farebbero la felicità del mio babbo. Da entrambi, un Sablé blanc de bland di Aubry o l'ottimo sangiovese marchigiano "Solo" di Dezi (qui nell'annata 2001) che piace tanto alla mia amica Fabiana. Consumazione obbligatoria

sabato 4 settembre 2010

Aurora a Magliano in Toscana

MAGLIANO IN TOSCANA - Aurora era la cuoca che aveva la trattoria alla porta di Magliano in Toscana dove negli Anni Ottanta veniva a cena Nilde Iotti con la scorta armata che una sera per poco non fece stramazzare sul cotto una giovane cameriera.

Oggi al posto della trattoria si sta in coda a fine agosto per la sagra (una delle poche schiette) dell'acquacotta o s'incontrano personaggioni della vita pubblica nati scettici o restati orfani della radical-chic Capalbio.

Ma dentro le mura Aurora e' diventata uno dei migliori ristoranti dell'entroterra maremmano con il proprietario che ha sostituito la mamma con la moglie ai fornelli.

Presentazioni belle di attualita', ricette un po' studiate a tavolino e un po' dettate dall'acquolina in bocca, pulizia dei piatti figlia di un rigore molto più costoso da ritrovare in Maremma (qui sui 45 euro).

Panzanella di coniglio, guangiola brasata, galletto e piccione, ravioli prima che tortelli. La Maremma resta solo nelle spigolature del titolare rese simpatiche dal rapporto con un nostro commensale.

Una sorpresa di eleganza in un paese che vive un piccolo rinascimento al quale l'artigianalita' della foto (grazie per l'I-Phone, Daniela) non rende il merito dovuto.

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venerdì 3 settembre 2010

Aoristo' a Palazzo Grimani a Venezia

VENEZIA - In questi giorni Vittorio Sgarbi e' chiacchierato per le sue foto in atteggiamenti affettuosi con la pornostar Vittoria Risi. Ma alla vernice di Palazzo Grimani a Venezia c'era anche una novita' gastronomica importante.

La caffetteria/ristorazione del museo e' stata affidata allo staff di un ristorante toscano come l'Aoristo' di Pistoia (0573 26506), non nuovo a mostre d'arte contemporanea di attualita' internazionale e voluto pare proprio da Sgarbi.

Cosi' lo chef Massimo Neri ha portato in Laguna una delle poche espressioni interessanti e maturate in giro per il mondo di cucina fusion italiana e cioe' soprattutto influenzata da Cina, Giappone e Nord Africa.

Tra i recenti piatti del locale da segnalare lo sgombro crudo con cipolla di Tropea marinata e burrata, i ravioli chiusi all'orientale e i gamberi in tempura con una "dressing" fresca e piccante ma soprattutto dolci di rara leggerezza.

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