martedì 28 dicembre 2010

Ristorante Da Romano a Viareggio

VIAREGGIO - La cucina di Romano (tel. 058431382) a Viareggio e' come lo smoking. Il Corton Charlemagne (D.Laurent 2005) e il Coche Dury Les Rougeots 2007 abbinati al menu: come i gemelli. Due chicche preziose da una cantina internazionale di alto profilo.

Lo smoking non cambia. Ci si pensa di rado, rifugge le mode, ma sai che e' li' in via Mazzini e in ogni momento sara' perfetto. Almeno una volta o due all'anno.

Lo stile e' quello, si ammodernano solo gli accessori. Come lo Spaghettoro Verrigni con le cicale o il Fusilloro triglie, gallinella e scorfano. Pasta consigliata dal Maffi arrivato con la focaccia di Recco direttamente dall'autopista.

L'antipasto di calamaretti ripieni di verdure e crostacei e' come il baciamano di Romano Franceschini alle signore in lungo (e merita sempre la scarpetta anche se non si fa).

E pensi che quando Franca Checchi adagia la sua treccia di sogliola tra patate dolci e tartufo compie un gesto naturale e prezioso come appoggiare un grande orologio al polso.

Insomma Romano e' uno di quei classici che non entrano nelle polemiche degli smerdacarte web perche' il classicismo non fa notizia, ma non lo cambieresti comunque.

E il paragone non vuol dire certo che sia uno di quei locali ingessati. Non bellissima la luce forse, ma nel quale assaggiare il crudo di pesci mai banali (come il solo tonno) o finire il crumble di mele con un dito di Calva' anche solo in maniche di camicia, diventa un piacere assoluto. Sui 95 euro.

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sabato 25 dicembre 2010

Buon Natale agli Amici

Quando si lavora tanto, si rischia talvolta di perdere di vista i valori dei rapporti umani tout court.

Ieri un amico cuoco prima che cuoco amico mi ha invitato a pranzo per farmi una sorpresa.

Non vedrete foto di piatti e non scrivero' le ricette o chi abbia servito a tavola e come e con che vini. O come ancora sia stato volutamente ingannato a tal punto da scambiare alla vista un dolce per delle patate arrosto.

Ieri era in tavola l'amicizia di chi ha seminato un campo arido e indurito dal lavoro. E che ringrazio di cuore. Buon Natale

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sabato 18 dicembre 2010

Ristorante Nun ad Assisi

ASSISI - I tornanti larghi, i pellegrini gia' ripartiti, l'invito di un'amica gourmet e la curiosita' di un nuovo ristorante...

Il Nun di Assisi (075.8155150) ha aperto a luglio 2010. Relais e spa museum tra le rovine romane, con una cappella consacrata e restauri fedeli, e' luogo di sobria lussuosita'.

Il sommelier Cristian ha proposto da una cantina fornita ed economica, un cerasuolo di Emidio Pepe 2009 che dopo le difficolta' iniziali si e' aperto a note fruttate e borgogneggianti, sbocconcellando pane al formaggio, alle noci, al pomodoro con la monocultivar San Felice di Montefalco riscoperta da Romanelli (il produttore).

E la cucina e' di quelle che si fanno mangiare gia' dal menu per la curiosita' delle ricette. Penso ai ravioli di ciauscolo, ma anche alle animelle (pero' quelle piccole) con i carciofi e all'agnello con la coratella in quegli eleganti tegamini tedeschi di ghisa oggi di moda.

Una cucina piacevole e solo da sfrondare di mieli, aceti e decorazioni varie, sullo stile poco vanitoso e più francescano ad esempio di architettura e cantina. Un'Audi non ha bisogno di sembrare una Fiat con tanti optional. Si spendono circa 55 euro a persona.

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lunedì 13 dicembre 2010

Ristorante Marconi a Sasso Marconi


SASSO MARCONI - Un piatto di rane alla Bernard Loiseau in versione femminile. Ma anche cappesante quasi al naturale, un risotto come un sushi, il polpo che ti vien voglia di mangiare, classici piccione e ossobuco, uno stupendo musetto.

Aurora Mazzucchelli è una scoperta gastronomica dell'instancabile Luigi Cremona. Nei Jeunes Restaurateurs d'Europe, 16/20 dell'Espresso, è senz'altro la cuoca più carina che c'è in Italia. Il fratello Massimo, ottimo sommelier con un gusto tendente ai "naturali" e in particolare per le "triple A".

Il ristorante Marconi era di famiglia, si cucinava il pesce. Poi l'innovazione, all'inizio forse esasperata. Oggi ho trovato una nuova Aurora. La sua creatività mi sembra indirizzata alla pulizia e concentrazione dei sapori della sua cucina italianissima. Queste cappesante con erbe di camomilla ad esempio.

O questo polpo, grigliato e croccante, con un sapore che si staglia dalla solita dolcezza seduta di questo cefalopode. Ridotte, quasi abbandonate, le sferificazioni e alcune trovate innovative che non finivano sempre per migliorare un piatto.
La creatività è al servizio dei sapori. Un percorso alla Mondrian al contrario. Guardate il minimalismo di questi ravioli, con una porosità che si vede oltre a sentirsi sul palato, e un cuore di Parmigiano Reggiano pronto a invadere la bocca insieme a scorza di limone e noce moscata. Una dolcezza che mi ha ricordato l'impasto della crostata della mamma.


E questo risotto. Che polemica con il Maffi. Certo, quello qui sopra è un risotto sui generis. Anzi, intanto è praticamente un riso. E' un riso di Antegnate difficile da mantecare, ma che resta turgido e croccante, me l'aspettavo dalla mano di una donna. Quanto di più distante dal risotto di Philippe Léveillé o da quello agli asparagi del Gambero di Calvisano, dalle sontuose mantecature. Come dire Kate Moss contro Monica Bellucci. Ecco Maffi, io prendo Kate Moss. Questo riso cioè mi ha ricordato il sushi mangiato al mercato del pesce di Tokyo col suo "sashimi" di cappesante, i ricci di mare sodi e iodati, la pescatrice intorno.



Poi c'è l'Emilia della pasta fatta in casa, ci sono i classici come il piccione servito con le sue frattaglie di cuore, fegato e rognone dove alla cottura perfetta non corrispondeva forse una materia prima altrettanto anelante verso l'alto forse più per la frollatura che in sè.
Più sodo anche l'ossobuco, a testimoniare una cottura più viva, più ossigenata e naturale dei talvolta soffocanti sottovuoto, ma anche qui dalla carne ci si aspetterebbe un allungo maggiore di succulenza e persistenza.


C'è però il musetto di Mora romagnola, in questi giorni di primo freddo in cui si ammazza il maiale, accompagnata con una crema di cachi stagionale e resa brillante con dei capperi dolcissimi. Che piatto, gustoso, colto, da gourmet impegnato.

Il tutto con vini dal solo "difetto" di essere tanto giovani da bersi. L'ultimo Trebbiano di Pepe 2008, il Meursault Les Tesson di Pierre Morey del 2005, la cuvée Courtiol 2007 di Clos Fantine, rosso del Faugere di una coppia di francesi che lavorano con lieviti naturali. 

venerdì 10 dicembre 2010

Quelli che Le Guide, Edizione VI

FIRENZE - Sei Guide presenti (Espresso, Gambero Rosso, Slow Food, Veronelli, Vinibuoni, D'Agata & Comparini); 80 produttori premiati presenti; 120 vini premiati in degustazione. E' una tavola rotonda d'eccezione quella della sesta edizione di "Quelli che… le guide", l'iniziativa nata dalla mente di Guido Ricciarelli, giornalista enogastronomo.

Sabato 11 dicembre 2010 alle ore 17.30, all'AC Hotel Firenze - in Via Luciano Bausi 5 a Firenze - Ricciarelli modererà il dibattito al quale interverranno alcuni fra i più importanti autori degli annuari di settore.
Un'analisi dentro e oltre la stretta logica dei punteggi, con produttori, enologi, ristoratori, enotecari, giornalisti. Uno specifico spazio verrà riservato agli enobloggers.

Altissimo l'interesse emerso da parte dei produttori, selezionati secondo criteri di ricorrenza nei premi delle Guide, che metteranno a disposizione le loro etichette per la degustazione conclusiva, configurabile fin d'ora come la "classifica delle classifiche".

martedì 7 dicembre 2010

Bsj Miglior Ristorante sull'Arno

FIRENZE - Quando e' arrivata la piccola pasticceria ho notato la mano dell'ingegnere che si avvicinava piano verso il centro del tavolo. Poi con le punte di medio e pollice che gli lasciavano libera la visuale su quel dolcetto da portare alla bocca, ha assaggiato il kipfel.

Gli ci sono voluti alcuni secondi per confessare la sua emozione, occhi lucidi compresi. E chiedere il bis. Capita di rado vedere un amministratore pubblico che si emoziona al giorno d'oggi. I kipfel, biscotti alla vaniglia di origine mitteleuropea, erano un ricordo delle merende con la nonna di origine austriaca.

Beatrice Segoni del Borgo San Jacopo di Firenze dove eravamo a cena, aveva gia' conquistato i Ferragamo ai tempi di Vissani chef del G7 di Firenze, proprio con un dolce. Ma qui oltre alla tecnica ha potuto l'idea, il ricordo, la cucina come macchina del tempo.

Bella la tartara con la Chianina del Fracassi di Poppi Rassina, gustosa la guancia brasata, eleganti i tagliolini al tartufo e le ricette marchigiane in una cucina ormai da 15/20. Tecniche precise in questa sorta di loft verticale, il migliore ristorante sull'Arno. Dove si mangia con 65 euro a testa circa che per Firenze e' uno straordinario rapporto qualita' prezzo. Emozioni e ricordi esclusi.
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mercoledì 1 dicembre 2010

Segnalazioni Guida Espresso Toscana 2012

FIRENZE - Si ricomincia. Chilometri, euri, pranzi, cene, fattori, vignaioli, casari, norcini, librai... Il lavoro per la Guida ai ristoranti dell'Espresso 2012 è già cominciato. Le segnalazioni per la Toscana non mancano. Insieme con le novità: Oliver Glowig a Montalcino di cui ha scritto Maffi sul blog di Pignataro o Igles Corelli a Pescia solo per citarne un paio.

Invito amici e lettori del blog a dire la loro su quali ristoranti o enotavole vi sono piaciuti abbastanza da meritare essere consigliati o inseriti in guida. Alla ricerca di nuovi spunti, nei giorni scorsi in via degli Alfani a Firenze, a poche decine di metri dal lattaio radical chic citato anche da Bonilli e dalla chiesa di Santa Maria Maddalena de'Pazzi da cui passò anche la piccola Santa Teresa citata da Papini, ho trovato una vecchia copia del Boccafina.

E' un testo minore, una sorta di Brillat-Savarin del Novecento italiano, dal sottotitolo "il gastronomo avveduto" che poi più che avveduto è un raffinato ghiottone. Fu scritto da Riccardo Morbelli (Orsara Bormida, 1907 - Anzio 1966), giornalista e scrittore italiano. Il suo testo fu pubblicato postumo dalla Gherardo Casini Editore di Roma nel 1968.