DOCCIA (PONTASSIEVE) - Ero tentato dal titolo calembour Champagne a Doccia, per quanto ne abbiamo bevuto, ma poi il cibo che doveva essere solo comparsa e scenografia di una riunione carbonara di gourmet si è trasformato in, seppur non mattatore, protagonista.
Pranzo venerdì a Doccia al ristorante Il Maccherone, una trattoria appoggiata alle colline di un Appennino ancora dolce nelle pendenze e nell'indole delle persone: Aldo, Lisetta e soprattutto Sabrina che si è occupata del servizio ma che autorevoli fonti fiorentine mi dicono colta dottoressa dell'agroalimentare e penna non improvvisata.
Il pranzo è nato da un'idea di Alessandro del Sant'Ambrogio, caffè fiorentino da oltre 50 vini al bicchiere tra grandi toscani e Champagne millesimati. Con lui un paio di commerciali toscani del vino cresciuti per ristoranti dal grande Notari (Antinori-Il Grillesino) e quindi di mestiere; l'uomo di Oscar Farinetti in Fontanafredda; la Natascia Santandrea della Tenda Rossa; una giovane enologa francese; un importatore di Champagne e lo scrivente.
A me è toccato il compito di arginare il flusso delle portate di commensali timidi (a parole) ma che intuivo mangiatori formidabili. E' bastato qualche cenno d'intesa con Sabrina per dire di sì alle tagliatelle coi prugnoli freschi, ai tortelli di pecorino con la trippa, al fritto toscano (pollo e coniglio) e alla Fiorentina. Bella cucina schietta, già dal profumo che pervadeva la piazzetta della frazione. Qualche nota sui vini, presto via Twitter su @biasciantingoli.

3 commenti:
Madonna biniditta, quanto mi sarebbe piaciuto esser con voi!!! Sembra un'orgia dei sensi.
mi sono "imbattuto" nel tuo post, solamente oggi, ma rivedere Aldo e Lisetta e la figlia e ho visto piccola piccola, e' si proprio cosi, al Maccherone ho mangiato moltissime volte, erano gli anni 80, allora si facevano le cene del militare, quando si salutavano gli amici, oppure cene di lavoro, salire fin lassù era un percorso che sapeva di buono, anticipava serate finite tardissimo a chiacchierare e bere e mangiare bene, piatti sinceri! ricordo quando si poteva mangiare fuori, proprio di fronte e il cameriere attraversava la strada, il cameriere era il "babbo" di Aldo. ma questa e' un'altra storia.
Grazie per avermi fatto ricordare tutto questo, un abbraccio simone.
Solo le tagliatelle ai prugnoli, valgono il viaggio da ogni capoluogo di regione...
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