TORINO - Ma come si fa a candidare un libro che inizia con "Io odio cucinare" e finisce con "bidibibodibibum" a un concorso di letteratura gastronomica. Mi ero ripromesso di non scrivere alcuna recensione di Lo Chef è un Dio dell'Ilaria Bellantoni per Feltrinelli.
Per due motivi. Il primo è che mi sarei fatto presentare volentieri l'amica citata che frequenta solo uomini attempati per cercare di convertirla ai piaceri dei giovani spiantati. Il secondo è che son cresciuto sulle pagine che puzzavano d'unto e di mezzo Toscano dei Monelli e Brera.
Infatti non scriverò una recensione e non mi pronuncio sulla violenza di certi passaggi del libro (e lo dice uno che ha dato dell'"ignorante come un cornuto geloso" a un ristoratore che voleva farci credere di cucinare col Sauternes per poi servire in abbinamento un pur ottimo passito toscano da muffe nobili).
Sui premi (e sui premiati) in Italia ci sarebbe tanto da scrivere. Ma dove siete Soncini, Rodotà, Baresani? Serviteci le vostre penne pepate e mai sciocche sull'acidità delle pagine della Sarah Jessica Parker dell'Oltregiogo.

4 commenti:
non lo conosco, vado a leggere qualche recensione, dal momento che hai sparato a zero, mi incuriosisce molto :-)
Ma lo hai letto?:-)))
Vuoi che ti dica dove si son dimenticati di correggere il nome Matteo con lo pseudonimo?
Se non l'avessi letto non mi sarei permesso di scriverne. Secondo me non fa notizia.
Chiunque si sia guadagnato un contratto (di lavoro intendo) in un giornale sa che ambiente duro
possa essere una redazione, cosi' le cucine. Sarebbe come se una stagista rimanesse scioccata da
come si lavora in un giornale. Se la Parker dell'Oltregiogo avesse chesso' raccontato
le ambizioni dei cuochini, i loro sentimenti, il senso di diventare cuochi anziche' la sua
inadeguatezza nella cucina di Cracco, allora avrebbe risposto a una domanda che non si e' fatta:
perche' questi giovani sopportano tante difficolta'? E scritto un grande libro.
ora ha incuriosito anche me... :-)
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