AREZZO - Oggi ho pranzato alla Curia ad Arezzo. Un locale classico elegante, con doppia tovaglia, candele di vetro al centro dei tavoli e tendaggi color zabaione.
Calda e soffice, buona con quella fragranza delle cose appena preparate la focaccia. Poi la "executive chef" si lascia andare a risotto al cocco e quaglie, cappesante al Martini dry e curiosi gamberoni al lardo di Colonnata (what else?) "in rete di crosta" (sic!).
Il menu e' un po' lungo, cosi' i tortelli pure fatti a mano al nero di seppie e baccala' (la farcia e l'aria) con guazzetto di vongole, finiscono per perdere quella fragranza di cucina che la focaccia lasciava presagire.
Ho speso 20 euro per un piatto e un vino dei quali cinque tra coperto e acqua. Con un servizio cortese e una mano femminile in cucina che con meno "arie" sarebbe più efficace.
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