di Sara Bardelli
BEVAGNA - Bevagna, Mercato delle Gaite, metà Giugno di ogni anno. Probabilmente è l'unica sagra in cui vado davvero volentieri, per una serie di motivi che vanno dalla ridente bellezza del paese al retrogusto culturale della festa.
Una sagra per me ha senso quando affonda le proprie radici in una storia da raccontare, in un prodotto da valorizzare, in uno scopo da raggiungere che non sia solo la cassa. Anche se c'è da dire che spesso i piccoli paesi debbano molto, in termini sociali, a queste manifestazioni, più o meno sensate che siano.
L'impressione che si ha è che la gente di Bevagna lavori tutto l'anno per rendere perfetti e sempre più "medievali" il contesto, le botteghe dei mestieri e persino i menu delle gaite (che sono i rioni, i quartieri). Parte integrante della festa è infatti anche la gara gastronomica fra di esse.
Cena in Gaita Santa Maria di venerdì 24 Giugno. Piatti e bicchieri di coccio, posate vere e birra di qualità per cominciare. L'"antipasto medievale" consta di un'insalata di farro bella pepata, del lonzino di maiale di buona stagionatura, una fetta di pecorino con fico secco ma succoso, e un profumato panino alla cipolla. I ravioli di cacio e zafferano si lasciano ben mangiare nonostante la salsina pannosa (per fortuna non troppo).





3 commenti:
mi piace la Monasta...
vero? anche a me; un po' dolciastra ma col cinghiale stava bene
mi son trovata qui con la voglia immediata di essere lì- cosa faccio lo scrivo in agenda per l'anno prossimo?
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