lunedì 25 luglio 2011

Il Futuro di Sirio Maccioni

Maccioni nelle cucine del Four Seasons a Firenze (foto Riccardo Schirmacher)
FIRENZE - Sirio Maccioni è un uomo che pronuncia la parola menu alla francese, con la i che si sente. Di un'altra generazione, che ha "compiuto 20 anni molti anni fa" come ama ripetere, l'uomo a cui l'ex vicesindaco di New York Mazzonelli, per conto di Rudolph Giuliani, telefonò per chiedere di restare aperto la mattina dell'11 settembre di dieci anni fa, il ristoratore che ha cucinato per tutto il bel mondo.

In una colazione informale al Four Seasons di Firenze, Maccioni ha annunciato i suoi due nuovi progetti che spiegano come mai lui ha sfondato in quella Grande Mela dove francesi e spagnoli non sono riusciti. Un ristorante a New Dehli, l'apertura del quale è prevista per il prossimo 7 settembre e il miglior ristorante toscano a New York, all'hotel Pierre, nei prossimi anni.

Maccioni, montecatinese emigrato in Usa con la moglie Egidiana, padre di tre figli oggi tutti impegnati nel suo impero gastronomico di Le Cirque (tra Nyc e Las Vegas) conta più di mille dipendenti, oltre 50 milioni di dollari dichiarati al fisco americano e 400 coperti al giorno al solo Le Cirque.

Ma non si ferma ed è tornato in Italia, come ogni estate da sessant'anni, questa volta anche per cercare un giovane chef da lanciare per il progetto del Pierre. Fino a oggi, infatti, tra i gourmet affezionati a Maccioni si diceva che a Nyc ci sono la cucina italiana, la cucina francese e la cucina di Le Cirque.

Un riferimento di qualità testimoniato da insospettabili come Paul Bocuse, amante del bollito di Egidiana Maccioni, dalle "cucine più belle del mondo" a dimostrazione del rispetto dei dipendenti (molti dei quali a cominciare dal maitre con Sirio da anni) e di una passione per la buona cucina e l'ospitalità immutata dopo 40 anni.

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