martedì 23 agosto 2011

La Lettera che Ogni Chef Dovrebbe Leggere

FIRENZE - Sul Corsera di oggi c'è una lettera di Giorgio Faletti al critico Giorgio De Rienzo recentemente scomparso. Un "Elogio della stroncatura", la trovate qui. Ormai se ne leggono sempre meno di stroncature. Si predilige consigliare solo i ristoranti e i vini di piacevole impressione. I prodotti editoriali come le guide, hanno una coerenza maggiore solo con i locali meritevoli.

E' giusto però che un critico scriva anche le esperienze negative che incontra nella ricerca annuale di ristoranti e vini buoni. Perché lo spirito di servizio ai lettori è se vogliamo più forte nel suggerire di evitare un locale che nel consigliare di frequentarne un altro. Ma è più difficile "piacere" nell'ottica di chi scrive per i cuochi e non per gli avventori.

"Nel corso della mia carriera mi sono sottoposto diverse volte e in diversi campi alla regola delle recensioni. È lo scotto che deve pagare chi ha l'ardire di volere comunicare con la pretesa di essere ascoltato. Quando ne ho avute di buone, ho sempre sollevato un telefono o scritto una mail per ringraziare. Quando ne ho ricevute di meno buone non ho mai protestato, pensando che quelle critiche, anche solo in parte, forse me le ero meritate".

Faletti aspetta d'incontrare De Rienzo, per dirgli la sua. Lo fa con una battuta che suona più o meno così. "Se al primo romanzo mi ha dato 3 e al secondo 4, noto che sto migliorando e che tra un paio di lavori prenderò la sufficienza".  E poi conclude senza bisogno ch'io aggiunga il mio commento.

"E tu mi hai risposto nel modo per me più bello del mondo: hai sorriso. E lì ho capito che la tua severità nei confronti delle mie opere non era un attacco alla persona ma al contenuto, con la serenità d'animo che ogni critico dovrebbe avere nel momento in cui si appresta a recensire una storia. Da quel sorriso ho capito che eri una persona che mi sarebbe piaciuto conoscere meglio, non per avere un numero più alto nella tua pagella sul giornale ma per avere un numero più alto di amici".

4 commenti:

Maurice ha detto...

Tu e il Papero Giallo vi siete mesi d'accordo? Sì, non è proprio la stessa minestra, ma un filo rosso vi lega.
Ti dirò, sarà la senectute, sarà la vita che scorre come l'acqua minerale - come diceva il filosofo - da cuoco non me ne può fregar di meno dei critici e delle guide.
Lasciamo ai giovani (ed ai Bottura) farsi il sangue amaro e le pasticche per dormire di notte. A noi, molto volgarmente, basta il clapclap dei clienti ed il suono del cassetto.

consumazioneobbligatoria ha detto...

Uhm, difficile... ahahah
Caro Maurice, ti capisco e mi tolgo il cappello quando sento i cuochi che cercano il plauso soprattutto dei clienti e che sperano nel passaparola. Troppi giovanissimi cominciano cercando di piacere a noi guidaroli prima che ai clienti, mettendo a repentaglio prima le proprie finanze che la credibilità ai fornelli. Però la tua saggezza (non sei ancora un senex) che prendo come maturità di uomo e di cuoco non ti nasconde che le guide, quelle serie, fatte da chi si consuma scarpe e gengive, sono una cassa di risonanza preziosa per i clienti. E non ci credo che proprio non te ne freghi niente in generale.
Ciao Aldo

Mario Aprea ha detto...

Io ho dovuto rinunciare alle recensioni negative, tra denunce e minacce ti passa subito la voglia di informare e finisci col recensire solo le cose positive

Anonimo ha detto...

Recensire non è facile come spesso non è facile restare in cucina e far capire....perchè ogni momento della tua vita cambia...e lo rappresenti per forza nei piatti!!Sbaglio??e non sempre magari chi viene a trovarti e lo fà una volta.....non certo può interpretare al meglio la cucina di uno chef...almeno che non lo conosca da tempo....e poi i fatti possono essere molteplici dalla persona in sala indisponente che vuoi o non vuoi condiziona....perchè non dimentichiamo che anche chi fà il lavoro del giornalista....non fà un lavoro facile....ma neanche chi stà in sala.....ha un compito facile.....figuriamoci chi è in cucina!!e con questo....credo che potrei raccontare la mia prima esperienza con un giornalista di una guida.....da vergognarsi.....credo che quel giornalista riderà ancora!!!!e chissà....un giorno.....vorrò scrivere per una guida....o semplicemente.....avere il privilegio......di girellare per ristoranti insieme a chi lo fà.......magari avendo.....un doppio occhio sapendo che dietro ad ogni piatto c'è uno studio una ricerca e sopratutto il lavoro ....il sudore.....
Cinzia