sabato 15 ottobre 2011

L'hamburger di Marchesi avvicina i giovani all'alta cucina

Gualtiero Marchesi secondo Lido Vannucchi
Il panino di Marchesi per McDonald’s avvicinerà il grande pubblico alla cucina, come i cuochi in tv. L’abbiamo assaggiato, ecco com’è. Si chiama “Vivace” come uno dei tempi della musica classica l’hamburger firmato da Gualtiero Marchesi per McDonald’s.

L’incontro gastronomico è dei più azzardati. Il matrimonio tra il cuoco considerato a ragione il Maestro della cucina italiana (molti grandi chef talentuosi di oggi sono suoi allievi: Cracco, Lopriore, Crippa, Oldani...) e il panino più popolare e a buon mercato della ristorazione internazionale è in perfetto stile Gattopardo. Da una parte il blasone, dall’altra i soldi. Da una parte l’aristocrazia della cucina italiana, dall’altra i wannabe della gastronomia mondiale, il fast food, il cibo del XX secolo.

La ricetta prevede lo stesso pane usato per gli altri hamburger della nota catena ma con semi di girasole, la carne di vitello, cipolle dolci, spinaci saltate, maionese alla senape e pancetta croccante.
La carne non è cotta al sangue come ha sempre professato il “Signor Marchesi” come lo chiamano i suoi cuochini.

Lui che in “Oltre il fornello” ha insegnato a migliaia di massaie italiane a cuocere il piccione al sangue. La senape ha lo stesso sapore che resta quando si usa nelle insalate come dressing, giusto una sfumatura. Le spinaci mancano dell’intensità della stagionalità e il bacon della croccantezza necessaria.

Ma sbaglierebbe chi pensasse che quello di Marchesi-Mc Donald’s non sia un buon hamburger. Senz’altro ha un sapore più mediterraneo del Cheeseburger servito spesso con i cetriolini (anche se forse più francese che italiano come stile con quella dressing). Ma soprattutto è servito in un contesto in cui la scelta del cibo vuol comunicare qualità.

Nella confenzione di cartoncino del panino “Vivace” ci sono le foto del pane, delle spinaci fresche e degli altri ingredienti. Il personale che una volta aveva casacche rosse e cappellini a visiera, oggi indossa casacche bianche immacolate con doppiopetto posticcio (i bottoni sono soltanto disegnati) e toque come copricapo.

Un’impostazione che coinvolgerà senz’altro l’immaginario del pubblico, soprattutto dei più giovani, che complici anche le trasmissioni tv sognerano di fare gli chef. La critica continua a storcere il naso, ma non è nell’avvicinare i gourmet al fast food lo scopo dell’iniziativa, semmai il contrario.

4 commenti:

Stefania Pianigiani ha detto...

Mah....io sono un pò perplessa....su questi panini....quoto di più il tartufo del Bosco della Ragnaia ;-)

poverimabelliebuoni/insalata mista ha detto...

Ero curiosa di leggere il tuo parere in merito :-)
Non ho assaggiato il panino, sono solo scettica sulla motivazione,temo che il Mac firmato Marchesi avvicini più gente al Macdonald che non il pubblico del Macdonald all'alta cucina.
Alla fine comunque l'importante è incuriosire e parlarne, e ancora una volta il Sig. Marchesi ci è riuscito.

PS: Bello il parallelo gattopardiano, ben calzante!

Anonimo ha detto...

E' deludente che ci sia il bisogno di implicare un'Icona della Gastronomia Italiana ad una catena di cibo basso costo e privata di gusti veri (anzi, di cibo artificiale...) per, alla fine, aver un scopo commerciale!

Paprika&Paprika ha detto...

Scusa, io l'ho assaggiato...non ce niente in quel panino che ricordi l 'alta cucina'...trovata pubblicitaria per un altro hamburger di qualità scadente.Mi chiedo se sig. Marchesi lo ha mai assaggiato personalmente ...io non sarei contenta ad associare
il mio nome con una schifezza ...certo dipende quanto paga..il sig.McDonalds