domenica 11 dicembre 2011

Ristorante St Johns a Londra


LONDRA - Giovedì sera ho cenato al St Johns di Londra, nella zona di Farringdon, deliziato dalla formula radical chic del ristorante celebre nelle case dell'alta borghesia di Chelsea più che dalla cucina e disintegrato dalla vicina di tavolo-so-tutto-io milanese che non s'è zittita un attimo.

Il St Johns è un luogo pieno di contraddizioni e quindi piuttosto affascinante. E' un ex affumicatoio dismesso nei Sessanta apparecchiato in stile bistrot, ma con l'angolo ricevimento, il maitre in abito scuro, il sapone di marca nei bagni, pane e burro offerti nell'attesa, assaliti e graditi nonostante la logorroica Rottermaier alla mia sinistra non riuscisse a dissociarli dalla prima colazione e li trovasse scandalosi.



Si spendono anche 6,50 sterline (7,60 euro) per alcuni antipasti come il midollo arrosto da spalmare sul pane tostato, da 14 a 30 per i secondi come le interiora di maiale, ma entrambi i tipi di portata escono da una cucina chiaramente alta e tutt'altro che improvvisata. Scontato che la secchiona non citasse il risotto alla milanese per sottolinearne il disgusto, ma sollevandomi così dall'obbligo di sentirmi anche solo per una ricetta in sintonia.


Le proposte gastronomiche sono senz'altro originali, non solo per uno cresciuto all'immagine di una cucina inglese costruita sul circolo Pickwick di Dickens. Le trippe di maiale, in realtà, non mi sono piaciute. Erano troppo selvatiche anche per uno nato nella città di trippa e lampredotto come lo scrivente, non troppe come ennesimo piatto dal bilancio della bruttina a cena con la nonna, ignara che fossi al corrente dei commenti in italiano che rilasciava incontinente.
Bello poter mangiare così in libertà in un locale, altro che Chateaubriand a Parigi. Tra l'altro mi è bastato spedire un'email al mattino per prenotare per la sera stessa, consigliato da una stimata collega che ringrazio e non da "quella morta di fame della singora T." come accusava l'insopportabile quando la santa nonnina le spiegava come aveva scelto il ristorante dove invitarla a cena.


Il St Johns è però il 41esimo ristorante della classifica dei 50 best restaurant della San Pellegrino, a sole due posizioni dalla Certosa di Maggiano di Siena. E qui si aprono i problemi, perché se non conosco abbastanza la cucina inglese per dire che al terzo posto ci sta proprio bene, in ambito globale mi pare più distante da alcune eccellenze nostrali. Cosa che riapre per l'ennesima volta il dibattito sui 50 Best. Se l'avesse saputo la vigevanese non avrebbe detto che poteva presentarsi anche in tuta.

Divertente la carta dei vini, solo francese e sbilanciata verso il Sud probabilmente per spuntare qualche prezzo più basso in una città cara ma importante da questo punto di vista. Piacevoli le proposte al bicchiere sulle quali pure, insieme ai commenti choc sulle opere di Giovanni Boldini, la viziata dalle ballerine tamburellanti aveva da dire la sua.

2 commenti:

sabrina somigli ha detto...

certo che ci vuole una discreta fortuna per incappare in una vicina di tavolo così stile italians do it better..comunque ne è uscito un pezzo davvero divertente!!!

antonio boco ha detto...

Molto interessante. on ci sono ancora stato, devo recuperare...