BONEGGIO - Cos'e' un piatto di verze senza una bella ripulitura di prosciutto dentro? Malinconica decadenza del paese italico vuole ricette sempre più dietetiche, prive di emozione, ricordi, necessita' in cucina. Con un tocco di grasso ripulito distrattamente della cotenna si puo', si deve insaporire le verze.
Io le cuocio senz'acqua e senza brodo, solo piano e chiuse in una marmitta di rame, con una cipolla imbiondita e due spicchi d'aglio mondati, come per il riso con le verze di Veronelli (che altrimenti le scottava prima).
Le sfoglio e poi le taglio, mi piacciono regolari e lunghe, aggiungo abbondante pepe nero, uno spicchio di peperoncino e il grasso di prosciutto a dare mediterraneita' al piatto.
mercoledì 28 dicembre 2011
martedì 27 dicembre 2011
Osteria Personale a Firenze
FIRENZE - Nicolo' Baretti sembra esercitarsi al minimalismo moderno come altri suoi colleghi giovani (Donati del Serendepico).
Osteria Personale si conferma bistrot di citta' dalla cucina brillante come dimostra il sodo, al sangue ma pastosamente cotto piccione.
Adesso anche i vini tengono il passo del locale con scelte coerenti al progetto giovane ed eleganti: es Hartman Dona' rouge. Sui 40 euro.
lunedì 19 dicembre 2011
Cavatappi Elettronico
PERUGIA - Quando vedo certe cose penso che forse la crisi non e' venuta per caso. In un bar ho trovato questo strumento.
E' un cavatappi elettronico. Lo Screwpull in versione hi-tech, in pratica. Qualcuno dira' che non sono progressista, che la leva del cavatappi tradizionale sta alla meccanica come il pulsante di questo dildo apribottiglie all'elettronica.
Ma mi sembra tanto inutile ai miei bisogni di consumatore da non poterne tacere l'idea di spreco. Almeno avesse la funzione col suo termometro di far cessare il servizio del vino "a temperatura ambiente".
venerdì 16 dicembre 2011
Il Cenacolo degli Sparecchiatori
FIRENZE - Domenica 18 dicembre dalle ore 10,30 fino a sera, s'inaugura "La Bottega del Cenacolo" dove Cenacolo e' quello degli Sparecchiatori.
Gli "orbi monocoli in terra ceacorum", che per loro motto presero un pensiero di Charles de Secondat Baron de la
Brède et de Montesquieu: "...il mangiare è uno dei quattro scopi della vita, quali siano gli altri tre lo ignoro..." aprono al pubblico dopo numerose iniziative gastronomiche.
Alle ore 17,30 durante l'evento
l'ovo in camicia il Dottor Vincenzo Bellini parlerà e farà degustare l'olio delle colline Cercina, Reggello e Fiesole. Aperitivi e merendine con frittatine, bruschette, castagnaccio, ova sode e affogate e poi vino "a scroscio".
Un appuntamento di super schiettezza fiorentina, astenersi gastrofighetti e lucchesi. In via Nino Bixio, 17 a Firenze
Per informazioni e prenotazioni tel. 055 578799
Inviato dal dispositivo wireless BlackBerry®
Gli "orbi monocoli in terra ceacorum", che per loro motto presero un pensiero di Charles de Secondat Baron de la
Brède et de Montesquieu: "...il mangiare è uno dei quattro scopi della vita, quali siano gli altri tre lo ignoro..." aprono al pubblico dopo numerose iniziative gastronomiche.
Alle ore 17,30 durante l'evento
l'ovo in camicia il Dottor Vincenzo Bellini parlerà e farà degustare l'olio delle colline Cercina, Reggello e Fiesole. Aperitivi e merendine con frittatine, bruschette, castagnaccio, ova sode e affogate e poi vino "a scroscio".
Un appuntamento di super schiettezza fiorentina, astenersi gastrofighetti e lucchesi. In via Nino Bixio, 17 a Firenze
Per informazioni e prenotazioni tel. 055 578799
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giovedì 15 dicembre 2011
Aoristo' trasloca, fusion addio?
PISTOIA - Se non e' il fallimento della cucina fusion in Toscana, lo e' nella provincia. Un fallimento dei gourmet, della curiosita' dei toscani a tavola, non degli chef.
E' di oggi sul Corriere nazionale la notizia della chiusura di Aoristo' a fine anno, uno dei migliori ristoranti di fusion in Italia, come ha scritto Vizzari sull'Espresso a fine 2010.
Una cucina costruita in anni di viaggi ed esperienze all'estero che ha riscosso il plauso della critica. Ora Aoristo' si trasferira' a Serravalle, per un nuovo progetto (i dettagli su www.corrierenazionale.it) che guarda alle realta' più attuali dell'alta cucina nel mondo a costi ridotti e maggiore versatilita'.
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E' di oggi sul Corriere nazionale la notizia della chiusura di Aoristo' a fine anno, uno dei migliori ristoranti di fusion in Italia, come ha scritto Vizzari sull'Espresso a fine 2010.
Una cucina costruita in anni di viaggi ed esperienze all'estero che ha riscosso il plauso della critica. Ora Aoristo' si trasferira' a Serravalle, per un nuovo progetto (i dettagli su www.corrierenazionale.it) che guarda alle realta' più attuali dell'alta cucina nel mondo a costi ridotti e maggiore versatilita'.
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mercoledì 14 dicembre 2011
Uno Street Food londinese Da Bell a Soho
LONDRA - A Soho c'e' un garage dove di giorno fanno un mercatino dell'usato più malinconico del rigattiere strozzino di Amici miei.
Ma all'imboccatura del garage ci sono diverse bancarelle di street food indonesiano, africano e inglese.
Quest'ultima si chiama The Bell and the Brisket, lei e' Bell Shapiro, la trovate anche su Twitter ed e' la maga della carne salata.
La salsa verde qui si fa con menta, prezzemolo e basilico, senza aglio. La salt beef sta in sostanza per manzo salmistrato che si riconosce dal colore rossastro.
"In altri paesi si chiama 'corned beef' mi ricorda Bell che ride del mio prendere appunti cercando di non far cascare il panino.
Ho scelto il bagel, ma c'e' anche il wrap (tipo il kebab) o il pane nero ai cereali chiamato rye. Costano intorno ai 4 pound.
Marinata e poi bollita per 4 ore potrebbe sembrare stopposa, in realta' si scioglie in bocca e comunque viene servita con una Dijon forte. Bellezza del cosmopolitismo inglese capace di trasformare qualche antico matrimonio reale in una tradizione gastronomica contemporanea.
Ma all'imboccatura del garage ci sono diverse bancarelle di street food indonesiano, africano e inglese.
Quest'ultima si chiama The Bell and the Brisket, lei e' Bell Shapiro, la trovate anche su Twitter ed e' la maga della carne salata.
La salsa verde qui si fa con menta, prezzemolo e basilico, senza aglio. La salt beef sta in sostanza per manzo salmistrato che si riconosce dal colore rossastro.
"In altri paesi si chiama 'corned beef' mi ricorda Bell che ride del mio prendere appunti cercando di non far cascare il panino.
Ho scelto il bagel, ma c'e' anche il wrap (tipo il kebab) o il pane nero ai cereali chiamato rye. Costano intorno ai 4 pound.
Marinata e poi bollita per 4 ore potrebbe sembrare stopposa, in realta' si scioglie in bocca e comunque viene servita con una Dijon forte. Bellezza del cosmopolitismo inglese capace di trasformare qualche antico matrimonio reale in una tradizione gastronomica contemporanea.
domenica 11 dicembre 2011
Ristorante St Johns a Londra
LONDRA - Giovedì sera ho cenato al St Johns di Londra, nella zona di Farringdon, deliziato dalla formula radical chic del ristorante celebre nelle case dell'alta borghesia di Chelsea più che dalla cucina e disintegrato dalla vicina di tavolo-so-tutto-io milanese che non s'è zittita un attimo.
Il St Johns è un luogo pieno di contraddizioni e quindi piuttosto affascinante. E' un ex affumicatoio dismesso nei Sessanta apparecchiato in stile bistrot, ma con l'angolo ricevimento, il maitre in abito scuro, il sapone di marca nei bagni, pane e burro offerti nell'attesa, assaliti e graditi nonostante la logorroica Rottermaier alla mia sinistra non riuscisse a dissociarli dalla prima colazione e li trovasse scandalosi.
Si spendono anche 6,50 sterline (7,60 euro) per alcuni antipasti come il midollo arrosto da spalmare sul pane tostato, da 14 a 30 per i secondi come le interiora di maiale, ma entrambi i tipi di portata escono da una cucina chiaramente alta e tutt'altro che improvvisata. Scontato che la secchiona non citasse il risotto alla milanese per sottolinearne il disgusto, ma sollevandomi così dall'obbligo di sentirmi anche solo per una ricetta in sintonia.
Le proposte gastronomiche sono senz'altro originali, non solo per uno cresciuto all'immagine di una cucina inglese costruita sul circolo Pickwick di Dickens. Le trippe di maiale, in realtà, non mi sono piaciute. Erano troppo selvatiche anche per uno nato nella città di trippa e lampredotto come lo scrivente, non troppe come ennesimo piatto dal bilancio della bruttina a cena con la nonna, ignara che fossi al corrente dei commenti in italiano che rilasciava incontinente.
Bello poter mangiare così in libertà in un locale, altro che Chateaubriand a Parigi. Tra l'altro mi è bastato spedire un'email al mattino per prenotare per la sera stessa, consigliato da una stimata collega che ringrazio e non da "quella morta di fame della singora T." come accusava l'insopportabile quando la santa nonnina le spiegava come aveva scelto il ristorante dove invitarla a cena.
Il St Johns è però il 41esimo ristorante della classifica dei 50 best restaurant della San Pellegrino, a sole due posizioni dalla Certosa di Maggiano di Siena. E qui si aprono i problemi, perché se non conosco abbastanza la cucina inglese per dire che al terzo posto ci sta proprio bene, in ambito globale mi pare più distante da alcune eccellenze nostrali. Cosa che riapre per l'ennesima volta il dibattito sui 50 Best. Se l'avesse saputo la vigevanese non avrebbe detto che poteva presentarsi anche in tuta.
Divertente la carta dei vini, solo francese e sbilanciata verso il Sud probabilmente per spuntare qualche prezzo più basso in una città cara ma importante da questo punto di vista. Piacevoli le proposte al bicchiere sulle quali pure, insieme ai commenti choc sulle opere di Giovanni Boldini, la viziata dalle ballerine tamburellanti aveva da dire la sua.
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ristorante st johns a londra
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martedì 6 dicembre 2011
Cantinetta Antinori a Firenze
FIRENZE - Mentre aprono ristoranti di pesce a ripetizione nella citta' gigliata, fa piacere rimmergersi ogni tanto nei classici della citta'.
La cantinetta Antinori, con la sua boiserie di legno e il bancone, il soppalco e i camerieri in divisa, e' uno di quei locali forse un po' affettati per cena, ma tres chic a pranzo.
Si spenducchia 16-25 euro a portata, ma con 25 circa a testa si mangia un buon primo (maltagliati ai carciofi) di cucina toscana con al bicchiere vini anche importanti (Tignanello a 16 euro).
Bella la carta dei vini, solo aziendali, ma gli Antinori hanno cantine anche in Usa, Cile, Ungheria e perfino in Romania, oltre ovviamente a Chianti classico e Bolgheri.
C'e' il servizio al 10%: non e' molto e comunque e' più ragionevole del coperto che oggigiorno e' una cosa da bifolchi.
La cantinetta Antinori, con la sua boiserie di legno e il bancone, il soppalco e i camerieri in divisa, e' uno di quei locali forse un po' affettati per cena, ma tres chic a pranzo.
Si spenducchia 16-25 euro a portata, ma con 25 circa a testa si mangia un buon primo (maltagliati ai carciofi) di cucina toscana con al bicchiere vini anche importanti (Tignanello a 16 euro).
Bella la carta dei vini, solo aziendali, ma gli Antinori hanno cantine anche in Usa, Cile, Ungheria e perfino in Romania, oltre ovviamente a Chianti classico e Bolgheri.
C'e' il servizio al 10%: non e' molto e comunque e' più ragionevole del coperto che oggigiorno e' una cosa da bifolchi.
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