Basta con le materie prime! Ma esistono delle materie seconde, delle materie sul podio, delle materie classificate o squalificate, che si sono ritirate prima dell'arrivo in tavola, delle materie ultime, delle materie fuori tempo massimo?
E poi che materie, il latino e greco, la materia fisica, il concetto filosofico, la materia di quark, quella interstellare, l'antimateria, una massa che occupi spazio, una classe di particelle, fermioni e bosoni, sostrato nel divenire dei mutamenti.
Il massimo dell'esotismo per questo luogo comune è che le materie prime diventino "locali", allora sì che il principio d'individuazione aristotelico è soddisfatto "facendo sì che un ente sia differente da tutti gli altri enti che pure hanno in comune con quello la stessa natura" di cibo.
Si passa dall'estremo generico del critico gastronomico sciatto a quello iperspecificato del ristoratore maramaldo che vuol estendere il concetto di terroir perfino al mare: pesce nero delle secche di Vada!
Non cuociamo a bassa temperatura sotto questo vuoto la lingua italiana sì bella e generosa di nomi per tutto o se avara, pronta a importare o inventare. UànBreraFuCarlo, ascolta questa preghiera, mandaci una musa gastronomica (o uno zot a chi scrive di materie prime).
2 commenti:
non ciò capito un cavolo
l'esotismo delle materie prime locali mi si è stampato in mente: geniale!
mentre sullo zot mi sono persa..
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