giovedì 8 marzo 2012

Vigna Ilaria e la Polenta Più


La seppia, servita con pane natura e piatto all'inglese
LUCCA - La prima volta che sono andato a mangiare a Vigna Ilaria, Andrea Maggi mi ha riconciliato con le cozze. Del molo non-so-che-cosa di Viareggio. Sode, turgide, marine, essenziali. Che non ordinavo e raramente ordino se non mi fido di chi c'è al di là del passi.
Polenta Otto file Formenton della Garfagnana

La seconda volta in meno di un anno Andrea e il suo chef Matteo Pieretti mi hanno riconciliato con la polenta. Non la mangio spesso, non la amo più di risotti o pasta, non ho nemmeno la confidenza con essa dei colleghi lombardi o del Nord ovest. Ma la Formenton Otto File della Garfagnana mi ha cambiato prospettiva.
Polenta Formenton Otto File e baccalà con la sua pelle

Il Maggi talent di materie prime e Pieretti in cucina hanno presentato questa perla di cereali liquida e come crostino di un centimetro e mezzo abbondante e accompagnata dal baccalà coi porri. Spettacolare sapore e consistenza lontane dallo sciapo granuloso assaggiato altrove.
Andrea ci fa assaggiare la patata della Foce di Gello

Del Maggi anche il merito di avermi fatto scoprire una patata nuova. La patata della Foce di Gello, così dolce e avara di amido da essere mangiata cruda non senza piacere come ci ha dimostrato sbucciandola e tagliandola a tavola.
La trippa chiama alla disfida bis

Poi ci sono le frattaglie: una trippa alla fiorentina che sembra la chiama alla rivincita sulla disfida del lampredotto tra Lucca e Firenze (anche se l'avrei lasciata più al dente) e la tagliata di cuore piatto ormai noto del locale.
Gruner Veltliner austriaco e pinot nero alsaziano

Poi ci sono le seppie morbide, la testa di caprone, l'insalata della Lia e altre ricette di chi ha il coraggio, finalmente, di una cucina che scava nel territorio, non nei magazzini di qualche inflazionato distributore di preconfezionati.
Andrea Maggi e la sua compagna
Sapevo che un ristoratore che ama un vino vero e umorale come il Gruner Veltliner non poteva che proporre una cucina alla Brera. E ora il Maggi raddoppia sia nella vita privata, sia in quella professionale. Viva.

7 commenti:

Maurice ha detto...

Cos'ha di più eccezionale della polenta di Storo?

poverimabelliebuoni/insalata mista ha detto...

E il Maggi pizzaiolo non l'hai ancora sperimentato?
Sono bravi...sono bravi davvero, c'è sempre qualcosa da scoprire quando si va a Vigna Ilaria, vedi la patata che si può mangiare cruda, la prossima volta la reclamo!!

Anonimo ha detto...

Bello e bravo il Maggi, e ora pure grande pizzaiolo. Ciao lido

Anonimo ha detto...

Bello e bravo il Maggi, e ora pure grande pizzaiolo. Ciao lido

Anonimo ha detto...

Bello e bravo il Maggi, e ora pure grande pizzaiolo. Ciao lido

Anonimo ha detto...

Complimenti a tutti!!!! Ogni giorno sempre meglio

Anonimo ha detto...

Semolinooooooooo