BORDEAUX - Chateau d'Arsac e' un domaine classico di Margaux svuotato all'interno come un loft e riempito di opere d'arte delle quali pure e' circondato.
Era qui l'En Primeur dei cru bourgeois di Bordeaux. Da qui son partito per prendere una dimestichezza con i terroir bordolesi che ammetto di non avere a confronto con i colleghi francesi o italiani più d'esperienza.
Il 2011 e' un'annata borghese, non nel senso proustiano di ambiziosa, ma nel senso moderno di alla portata. Jancis Robinson ha scritto che un calo dei prezzi ci sara', altri si domandano quanto un ribasso e' basso, ma questo e' Bordeaux, di fronte a un'annata irregolare.
Irregolare (Lalande de Pomerol nervosi e stressati, Sauternes e Barsac eccellenti ad esempio), più dell'uomo che della natura - dicunt - e nel complesso più pronta da bere, ma nella quale i cru bourgeois non esprimono meno terroir.
L'Haut-Bages Montpelou e' stato il mio migliore assaggio non solo di Pauillac, per struttura e profumi da grand cru classee. Tra i Margaux bella l'austerita' del Mongravey (senza petit verdot) e a Saint Estephe migliore appellazione per i bourgeois, vibrante lo Chateau Saint Pierre de Corbian (peccato l'assenza dello Chateau de Pez).
Nel Medoc intenso lo Chateau Loudenne per il naso speziato indiano tipo cardamomo, nel Moulis en Medoc complessivamente vini più scarichi e divertenti, tra i quali di personalita' lo Chateau Brillette.
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