Guido Fini Zarri ha preso l'azienda dk famiglia che produceva trebbianello da grandi numeri sull'appennino tosco emiliano.
Oggi è il produttore del miglior brandy italiano. I superalcolici sono da centellinare, un'eccezione pericolosa per il nostro fegato. Non si può derogare all'eccellenza.
La grandezza dell'Italia gastronomica rispetto a quando i cuochi tenevano un noto brandy nelle dispense consolatorie della loro mediocrità, è anche in prodotti come Villa Zarri.
L'assemblaggio tradizionale è il mio preferito, tirato, variegato nei profumi e lungo, migliore rispetto al millesimato e a quello al tabacco, meno vellutato sul palato.
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1 commento:
Che fa, mi insegue ? :) [sui distillati]
Effettivamente, Zarri produce l'unico brandy... potabile d'Italia, grazie al metodo charentais e al fatto di aver iniziato più di 20 anni fa con un robusto know-how alle spalle. Il difetto è che si vende più caro di un cognac di pari età, ne vale la pena?
Villa Zarri dovrebbe esser d'esempio agli altri distillatori, perchè dimostra che potremmo produrre eccellenti acquaviti di vino, se solo ci si desse da fare con cura e metodo; mancando la cultura dei distillati, siamo ancora come con il vino ai tempi degli anni '70: il Rinascimento a 40° è ancora lontano, temo, a parte incoraggianti segnali dal mondo Grappa.
Perché non ne parla agli Antinori, da buon toscano? Se volessero, loro hanno competenze e tecnica per fare molto meglio di ora nel brandy.
Saluti dal farmacista goloso!
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