domenica 31 gennaio 2010

Identita' Golose e l'Anonimato

MILANO - Sul treno per Milano come al solito in ritardo causa tre centimetri di neve (figurarsi in Nord Europa) mi viene da fare una riflessione.

Sto andando a Identita' Golose, il congresso italiano di cucina d'autore dedicato quest'anno al lusso della semplicita'.

Id e' il palco privilegiato per i cuochi del Paese, il raggiungimento del successo al pari del riconoscimento di una guida, la vetrina per spiegarsi e farsi ascoltare al di la' di ricette e casseruole.

Dopo le mie prime esperienze mi sono convinto. I congressi di gastronomia sono appuntamenti fondamentali per la crescita e la consapevolezza, in questo caso della cucina italiana.

L'unico mio dubbio e': gli incontri tra cuochi e critici qui divenuti abituali non rischiano di far tramontare l'anonimato al ristorante come valore riconosciuto di attendibilita' da parte di chi scrive? E se si', quali potrebbero essere le alternative?

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3 commenti:

  1. Ciao Aldo, potrai scambiare utili opinioni con Stefano Bonilli che mi sa che è sullo stesso treno!
    Un caro saluto e spero di averti presto nelle mia zone.
    Giuseppe Grammauta.

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  2. Ciao Aldo, intelligente osservazione la tua, e come te, sono convito che queste manifestazioni siano fondamentali per la crescita e la consapevolezza della cucina italiana, tanto più se il tema è dedicato al lusso della semplicità.
    Per quanto riguarda invece l'anonimato, non credo sia un problema se il critico possa essere riconosciuto dal ristoratore o dal cuoco, ma credo sia più da valutare la preparazione e la professionalità di colui che scrive recenzioni o esprime pareri su quello che assaggia.
    Con questo non voglio dire che non ci siano critici competenti, ma che a volte ti trovi davanti a dei giudici del gusto che non conoscono neanche la differenza basilare tra un Brodo ordinario, un doppio brodo o un consummè, ma che sono li perchè , magari, scrivono in maniera impeccabile. Ma questo per la cucina non basta. L'alternativa? e se i ristoratori scrivessero una guida di chi scrive le guide? ne vedremmo delle belle, non credi?

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